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Procreazione assistita, L’Aquila in prima linea

Una struttura antisismica di oltre 400 metri quadrati con più di venti professionisti impiegati, con macchinari all’avanguardia, quattro posti letto, con zone chirurgica, laboratorio e degenza completamente sterili, con parcheggio adiacente, facilmente raggiungibile dall’ospedale, a poca distanza dall’autostrada A24 e dai costi accessibili a tutti.

 

Taglio del nastro ieri mattina all’Aquila, in via Piemonte, per il Poliambulatorio di Chirurgia giornaliera e Centro per la procreazione medicalmente assistita (Pma), struttura gestita dalla società Sismer Servizi Abruzzo Srl ideata e progettata da Giulio Mascaretti, professore associato di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi dell’Aquila, Maurizio Papale, presidente del Collegio dei Periti Industriali dell’Aquila e Luca Gianaroli, direttore sanitario generale della Sismer servizi Srl e luminare della Medicina della riproduzione, che sarà direttore scientifico del neonato centro aquilano.

taglio del nastro centro sismer

“Inizia una nuova avventura – le parole di Mascaretti – in una città che amiamo, in cui vogliamo produrre ricchezza e lavoro soprattutto per i giovani. Giovani che siano bravi, non raccomandati, che vengano a lavorare con noi”.

“L’idea – prosegue – è nata tre, quattro anni fa, quando, parlando con il mio amico Gianaroli, che ama L’Aquila come noi, ci chiedevamo perché non si potesse aprire una struttura di questo livello”.

Durante l’evento è stato sottolineato che il centro agirà in collaborazione con le strutture pubbliche, tra cui Università e Asl dell’Aquila, “per ampliare una offerta non sempre puntuale in quel comparto”.

“Da noi – dice ancora Mascaretti – il paziente viene preso a carico totale della struttura dalla fase prechirurgica, fino alla completa guarigione. A costi accessibili a tutti e in totale sicurezza”.

“Abbiamo scelto di puntare all’Aquila – afferma Luca Gianaroli – perché ha delle professionalità estremamente elevate. Mancava forse una struttura agile, snella, in cui si potesse fare chirurgia a livello molto alto in diverse branche, per l’utenza locale e non solo, dalla medicina della riproduzione, alla ginecologia, alla chirurgia vascolare. Si tratta di un modello di sanità che domani potrebbe essere utilizzato anche altrove”.

Secondo Gianaroli, “il centro è in sintonia, non in concorrenza, con gli altri che sono in Italia. La nascita della struttura è stata recepita bene, ora sta a noi confermare tutto”.

Per Luciana Corona, direttrice sanitaria della struttura: “Abbiamo pensato soprattutto alle tantissime persone costrette a veri e propri viaggi della speranza per la procreazione medicalmente assistita, ma non solo. Nel nostro centro, infatti, i servizi sono a 360 gradi. Chi viene qui, trova soluzioni anche per piccoli problemi, in un poliambulatorio attrezzato e dalla tecnologia più avanzata che permette di fare tutto ciò che serve in un unico luogo”.

“La procreazione medicalmente assistita – spiega poi la Corona – è spesso una fatica fisica e psicologica, ma ha pure dei costi molto elevati. Noi abbiamo scelto un modello per andare incontro alle esigenze di tutti”.

Infatti, in Italia sono 700 mila le coppie in attesa di provare la procreazione medico assistita, secondo i dati forniti dal ministero della Salute, lo stesso che giudica l’Abruzzo una regione ancora non al passo con le altre sul tema della procreazione assistita e della diagnosi prenatale del feto.

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