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D’Alfonso vs Mandara: attacchi d’ansia e testimoni illustri

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Il giudice si è riservato di decidere sull’ammissione dei testimoni e delle decine di articoli – pubblicati sul blog Maperò – impugnati da Luciano D’Alfonso nella causa intentata contro la giornalista Lilli Mandara.

E’ l’esito dell’udienza che si è tenuta oggi al Tribunale di Pescara. Assente il governatore della Regione: presenti invece la giornalista, con decine di lettori, colleghi ed esponenti dell’Ordine e del Sindacato a sostenerla in segno di solidarietà.

D’Alfonso ha chiesto a Mandara un risarcimento di 150 mila euro.

Nel mirino ci sono diverse decine di articoli, in larga parte riguardanti i casi Maltauro e La City, e gli incarichi in Regione che, nell’insieme – a giudizio di D’Alfonso – rappresenterebbero “una continuata aggressione e una campagna stampa di natura irridente e derisoria, nonché denigratoria e diffamatoria“.

Il legale della giornalista, Lamberto Di Pentima, ha eccepito l’ammissibilità di tre testimoni, che la controparte ha citato per dimostrare che D’Alfonso, in seguito agli articoli scritti da Mandara, ha sofferto di patologie quali turbamenti e stati d’ansia. Inoltre si è opposto all’ammissione di altre testimonianze, giudicate generiche e irrilevanti, e si è opposto anche alla produzione di ulteriori articoli che, essendo stati pubblicati sul blog successivamente all’atto introduttivo, a detta del legale violerebbero il contraddittorio e il diritto di difesa.

Fra i “big” chiamati a testimoniare da D’Alfonso ci sarebbe anche l’On. Debora Serracchiani.

Anche l’avvocato di D’Alfonso, Mario Briolini, si è opposto all’ammissione di alcune prove testimoniali, ritenendole superflue rispetto a quanto già prodotto nelle prove documentali.

Il giudice nei prossimi giorni scioglierà la riserva e fisserà la data della prossima udienza, nel corso della quale saranno ascoltati i primi testimoni.

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