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De Angelis: Scorretta pubblicità elettorale

E’ possibile fare confusione, magari in buona fede, fra comunicazione istituzionale e comunicazione elettorale in tempo di elezioni? La risposta, normativa alla mano, è semplicemente “no”. La legge parla chiaro tanto che qualsiasi argomentazione in merito cadrebbe già al solo porre il quesito.
In questi giorni, in tutte le case dei nostri concittadini avezzanesi viene recapitata una pubblicazione intitolata “Le Cose Fatte”, avente per oggetto le presunte realizzazioni operate dall’Amministrazione Di Pangrazio. Già in testata, peraltro, il richiamo al Comune di Avezzano è abbastanza chiaro. Un tentativo, quindi, per cercare di mascherare in una pubblicazione istituzionale quella che, al contrario, altro non è che una costosissima brochure di un candidato a Sindaco Di Avezzano, pur trattandosi del Sindaco pro tempore e uscente.
Dicevamo della normativa. E allora alla normativa facciamo riferimento in modo testuale così da non creare confusioni e interpretazioni estensive o restrittive della normativa stessa.
Così recita l’articolo 9 della legge n. 28 del 2000 in materia di comunicazione istituzionale: “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
Il testo parla chiaro e impedisce alle pubbliche amministrazioni, in periodo di elezioni, di fare comunicazioni che non siano strettamente indispensabili al compimento dei propri doveri e soprattutto in modo impersonale, ossia non riferite alla persona del Sindaco o di assessori. Se ciò è ancora vero e la norma ancora valida, possiamo concludere solo una cosa. Con la pubblicazione inviata a casa di tutti noi e le sue inaugurazioni in serie, senza parlare delle manifestazioni elettorali presentate come una sorta di convegni formativi e informativi, il Sindaco di Avezzano pro tempore e uscente sta operando quantomeno contravvenendo a questa normativa.
Noi riteniamo che questo comportamento, se la nostra valutazione è esatta, prima ancora di essere scorretto, è grave e lesivo delle pari condizioni fra i candidati stessi. E si badi, l’aver rilevato ciò non è a fini polemici ma col solo scopo di ristabilire il senso vero delle cose.

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