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Il giorno fu un mare

Inizia oggi un nuovo ciclo di poesie di Valter Marcone che, sotto il tema di mare e terra, vuole dare il benvenuto all’imminente estate ma vuole anche parlare di questi due mondi.

Mare…e terra

Le poesie che verranno pubblicate nelle prossime settimane parlano del mare e non solo. I giorni della stagione estiva che ci attendono ( è appena passato il solstizio d’estate ) fanno pensare al mare più di ogni altra stagione dell’anno.
In realtà il mare accoglie e raccoglie con i suoi simboli millenari,con la sua realtà di vita, con le sue storie e leggende, i suoi racconti, i suoi saperi di marinai astronomi e di pescatori ingegneri, testimonianze preziose che hanno dato vita anche a miti vivi in ogni tempo, alcuni dei quali giunti fino ai nostri giorni.

Mare come acqua spesso in opposizione a terra. Terra e mare i due elementi della vita dell’uomo che insieme con aria e fuoco furono tratti dal caos per disegnare appunto il mondo. Un mondo ordinato sembrerebbe da quello fisico a quello sensoriale ,materiale anche se non li troviamo nella tavola periodica degli elementi. Fatto questo che ci impensierisce e impensierisce la storia della nostra cultura fino al punto in cui , crollate alcune certezze è poi il caos e le sue leggi che ritorna. Ritorna per dare a terra , acqua ,aria e fuoco nuove cittadinanze e diritti per rileggere il mondo in termini oppositivi e a volte in termini compensativi e complementari.

E’ quello che è accaduto alla terra e al mare la cui opposizione dà vita nell’immaginazione ad altri mondi che conservano la potenza di quel caos primigenio da cui furono tratte le cose e che ogni tanto si risveglia o meglio che ogni tanto noi riscopriamo nel progredire della nostra conoscenza di noi stessi e di quello che ci sta attorno..

Una conoscenza che ci trascina là, al limite.

Al limite, sul bordo del limite dove pure vale la pena di sostare per rinnovare ogni volta “il nome del tempo essere” l’unico verbo autentico di molte lingue .
Esiste dunque la terra perché c’è il mare e viceversa. E se la Terra appare in molti miti e leggende come la Grande Madre degli uomini è plausibile che esista una esistenza nuova ,una esistenza umana diversa determinata dal mare perché al mare l’uomo guarda con un senso di mistero rappresentando appunto il fondamento originario di ogni vita. E dalla vita del mare noi traiamo una specie di forza e un auspicio per ben sperare per il futuro.

Il giorno fu un mare

Il giorno fu un mare in tempesta
la sera una lunga distesa di parole
dette piano. Perduto il colore della festa
la vita come il vento di marzo
fu una rincorsa per una carezza
di rosso, d’azzurro e di verde.
Chiaro e leggero un raggio di sole
fa ogni tanto un tentativo, insiste
inutilmente su quello che resta
a cercare, chiara e gaia la festa ,
la festa della vita che non ci fa
da molto più compagnia.

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