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L’Abruzzo viaggia sulla banda ultra larga

di Andrea Giallonardo

La banda ultra larga sta per diventare realtà almeno in ventuno comuni abruzzesi.

Nella fase 1 sono coinvolti i seguenti Comuni: Casoli, San Govanni teatino, Vacri, Calascio, Carapelle Calvisio, Castel di Sangro, Civitella Alfedena, Pescasseroli, Rivisondoli, Rocca di cambio, Rocca di mezzo, Rocca Pia, Santo Stefano di Sessanio, Carpineto della Nora, Elice, Sant’Eufemia a Maiella, Alba Adriatica, Giulianova, Nereto, Sant’Egidio alla Vibrata, Tortoreto.

I sindaci di 21 comuni della regione stamattina sono stati convocati a Palazzo Silone per incontrare il presidente Luciano D’Alfonso, il direttore generale di Infratel SPA Salvatore Lombardo, il responsabile dell’ufficio per l’Agenda Digitale Regione Abruzzo Domenico Lilla ed il dott. Alessio Beltrame, rappresentante del Ministero per lo sviluppo economico.

Ai sindaci sono state illustrate le modalità con cui l’ambizioso progetto verrà realizzato.

I ventuno comuni coinvolti sono solo la punta dell’iceberg in quanto il Governo prevede di dotare della banda ultra larga tutta la regione Abruzzo entro il 2020.

Per poter portare la banda ultralarga anche nei paesi più piccoli è stato necessario un continuo dialogo con le autorità locali, con soggetti sia pubblici che privati ed in questo l’Abruzzo – ha dichiarato Beltrame – si è mostrata una Regione molto collaborativa. Cittadini, imprese ed amministrazioni beneficeranno di questo collegamento ad internet potenziato: per questo è vitale coprire le aree bianche, ossia quelle zone che sono rimaste escluse dalle precedenti logiche di mercato che prevedevano per lo più investimenti privati.

In questo caso, il progetto va avanti grazie ai fondi europei ed ai fondi FSC (fondi sviluppo e coesione) stanziati dal Ministero. Mentre prima venivano erogate a privati risorse a fondo perduto, adesso sarà necessaria una gara di appalto. La Regione Abruzzo vede già un appalto in corso con la ditta Ceit: ovviamente sarà necessaria la positiva collaborazione degli enti locali per la realizzazione dei lavori, specialmente in relazione ai tempi per ottenere il permesso di procedere.

Il Ministero si è già accordato con ANAS e Ferrovie dello Stato ma ancora molto c’è da fare se davvero si vogliono concludere i lavori entro il 2020. Ad ottobre si partirà con la prima fase che vede coinvolti ventuno comuni, poi di volta in volta si passerà alle altre tre che vedono coinvolti rispettivamente settanta, trentuno e settanta comuni.

Nessuno rimarrà escluso, la procedura di gara sarà rigidamente regolata in base a due fasi: la prima durerà quarantacinque giorni e consentirà agli operatori economici interessati di fornire informazioni sulle modalità con cui vogliono portare avanti i lavori e sulle infrastrutture che intendono utilizzare, nella seconda fase si procederà con la valutazione delle offerte e le ditte ammesse a partecipare saranno invitate a presentare l’offerta tecnica ed economica.

Dopo la firma del contratto il progetto definitivo dovrà essere presentato entro un mese, quanto ai comuni saranno penalizzati quelli che non rilasceranno i permessi prima della stipula del contratto con l’azienda. Lì dove non sarà possibile riutilizzare le infrastrutture precedenti si procederà con la realizzazione di una minitrincea, uno scavo profondo cinquanta centimetri e largo dieci in cui far passare tutti i cavi.

Un lavoro dal minimo impatto ambientale per la realizzazione dell’autostrada digitale del futuro.

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