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CTGS, tante chiacchiere e niente stipendi

Tanta attenzione da campagna elettorale, nessun fatto e dipendenti umiliati e non retribuiti oramai da due mesi, lo stato dell’arte al Centro Turistico del Gran Sasso.

 

Questa la denuncia di Filt-Cgil, Uiltrasporti e Ugl.

“Tutte le forze politiche hanno ricette più o meno credibili per il futuro della montagna aquilana, nessuno uno straccio di soluzione che impedisca l’abbandono presente”, denunciano i sindacati.

“Non si comprende come si possa ipotizzare una qualche possibilità di rilancio, umiliando chi del proprio lavoro vive e si adopera quotidianamente affinché altri possano esercitarsi in complesse elaborazioni teoriche. Nessuno si preoccupa del fatto che tante famiglie vivono difficoltà dovute a carenze altrui. Carenze di programmazione, di gestione ordinata del personale, di certezza delle risorse insomma di una ordinaria gestione aziendale. Decisioni assunte che poi vengono riviste e cambiate a ridosso della prossima Stagione estiva, che con le premesse attuali non può che riservare l’ennesima occasione mancata.”

“Nel frattempo il presente ci consegna strutture ricettive chiuse, funivia chiusa, dipendenti senza retribuzione, gli stessi che dovrebbero oggi iniziare le operazioni di manutenzione per iniziare ad accogliere i tanto attesi turisti. Questo il grado di programmazione, questo, al di là degli annunci e delle buone intenzioni, quanto sta succedendo nel tempo presente. Tutti dovrebbero sentirsi responsabili, Proprietà ed Amministratori. Certo non sono colpevoli coloro che lavorano e mantengono in vita nonostante tutto il CTGS, permettendo a tutti di esercitarsi sul futuro. I lavoratori però vivono di presente ed il loro non permette evasioni.”

“Annunci e suggestioni – prosegue la nota – non portano il pane a casa. Annunci e suggestioni servono ad altri. Annunci e suggestioni vengono riprodotti ad ogni campagna elettorale. Annunci e suggestioni stanno producendo la morte ingloriosa del CTGS. Servirebbe esercitarsi su materie ordinarie e garantire rispetto e dignità oggi, per provare ad esserci domani. Con questa condizione, certo, non si rende un servizio alla città. I lavoratori non sono più in condizione di farsi carico e di nascondere inefficienze altrui”.

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