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Case popolari, finalmente il cronoprogramma

80 milioni in tre anni per terminare – o in alcuni casi addirittura iniziare – la ricostruzione degli alloggi di edilizia popolare danneggiati dal terremoto del 2009: finalmente il cronoprogramma.

E’ stato pubblicato, dopo infinite e ripetute richieste di chiarezza su finanziamenti e tempistiche, l’elenco degli interventi – 36 – e le relative tempistiche inerenti la ricostruzione del patrimonio residenziale pubblico della città dell’Aquila, comprese le frazioni, e dei comuni del cratere.

Una situazione pressoché rimasta invariata rispetto al 6 aprile 2009, come vi abbiamo testimoniato con il nostro reportage non pià tardi di due mesi fa (Case popolari, è ancora 6 aprile 2009)

Obiettivo della Regione: iniziare i lavori al più presto possibile, in modo tale da riconsegnarli al massimo dopo 24 mesi.

 

Si inizierà dalle palazzine di Via Amiternum, da quelle di Valle Pretara e in zona piazza d’Armi per quanto riguarda L’Aquila.

A Paganica, unica frazione toccata dai lavori nel 2017, poco meno di 8 milioni verranno impiegati  per rendere di nuovo abitabili 30 alloggi ATER di via Corrado Pasqua e via Sant’Emidio.

A Preturo va decisamente peggio: gli interventi su via Verzieri inizieranno solo nel 2019: oltre 7milioni lo stanziamento previsto per rimettere in sesto 30 alloggi quando ormai saranno passati, considerati anche i 24 mesi dei lavori, 13 anni dal sisma.

Gli interventi, si legge nella nota con la quale la Regione Abruzzo ha reso noto la pubblicazione del cronoprogramma, saranno in grado di rispondere “adeguatamente al forte disagio sociale subito dalle famiglie ospitate negli alloggi ATER dell’Aquila a seguito dei danni causati dal terremoto del 6/04/2009”.

I dati

Gli 80 milioni destinati alla ricostruzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono, secondo il cronoprogramma, così distribuiti: 35 milioni per la prima annualità, il 2017; 30 per la seconda annualità, il 2018; quasi 15 per la terza annualità, il 2019.

Si tratta di 36 interventi, per un totale di 372 alloggi: quasi 36 milioni sono di competenza del Provveditorato Interregionale alle OO.PP. Lazio- Abruzzo-Sardegna, la restante parte di competenza dell’ATER L’Aquila.

Come verranno aggiudicati gli appalti? Con tre diversi criteri: con quello dell’Offerta economicamente più vantaggiosa si affideranno n. 23 interventi, con il criterio di appalto“del minor prezzo”si affideranno n. 10 interventi, con un concorso di progettazione un solo intervento, previsto per via Sallustio al civico 52 – 54.

Le tempistiche

Come dicevamo, i primi interventi, quelli del 2017, saranno ad appannaggio delle case popolari di Via Amiternum, di Valle Pretara, zona piazza d’Armi e via Antica Arischia; a Paganica, unica frazione interessata dall’avvio dei lavori, si comincerà da via Corrado Pasqua e via Sant’Emidio.

Nel 2018 si metterà mano al condominio di Via XX Settembre 123 (la notte del 6 aprile vi morirono 5 persone), via Maestri del Lavoro, via Scarfoglio, via San Sisto. Si completeranno i lavori su Via Antica Arischia 46/E, via Sant’Emidio  e via Corrado Pasqua a Paganica.

Nel 2019 i lavori su Preturo, in via Verzieri, e Valle Pretara, nell’immediata periferia aquilana.

Il dettaglio nella tabella.

tabelle ricostruzione erp
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Il commento di Pio Rapagnà

Il cronoprogramma? E’ già qualcosa” dice a Il Capoluogo Pio Rapagnà, Mia Casa d’Abruzzo, movimento che da sempre si batte per una chiarezza maggiore nella ricostruzione degli edifici di edilizia residenziale pubblica a L’Aquila nel post sisma.

Rapagnà fa un excursus di questi 8 anni:”Il cronoprogramma lo aspettavamo da anni e in realtà i soldi ci sono dal 2009. 150 milioni di euro subito spendibili per la ricostruzione degli ERP danneggiati dal sisma: bastava fare i progetti, presentarli, fare i preventivi, iniziarli e avviare la ricostruzione, così come si è fatto con la ricostruzione privata. Poi però si è ingolfato tutto: un rimpallo di responsabilità dopo l’altro ha coinvolto il Provveditorato, l’Ater, il Comune dell’Aquila. Quando finì l’emergenza i fondi furono recuperati dal CIPE e destinati a questo uso. La delibera che stanzia i fondi per la ricostruzione degli edifici di edilizia popolare è del febbraio 2015. Da allora stiamo attendendo il cronoprogramma e l’avvio, finalmente, dei lavori. Gli alloggi da riconsegnare sono 1053 in tutto”.

Un altro problema, segnalato da Rapagnà, è legato al fatto che molti alloggi sono stati riscattati dagli inquilini, così come previsto dalla legge: “ma in quegli edifici in cui la proprietà era parte dell’ATER e parte di privati non si è seguito un iter rapido, come quello della ricostruzione privata, bensì si è messo tutto in mano al pubblico. E ancora ritardi”.

Non si deve annunciare solo il cronoprogramma: bisogna fare. Sarò contento quando ci sarà l’annuncio dell’apertura di uno, cinque, dieci cantieri. Fino ad allora…”

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