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PSR, ritardi e fondi che tornano indietro

I fondi europei destinati all’Agricoltura rischiano concretamente di tornare indietro poiché non impiegati dalla Regione Abruzzo.

Più volte abbiamo parlato dei ritardi legati al Programma di Sviluppo rurale: ma le annotazioni che sono arrivate dal Ministero dell’Agricoltura nelle ultime ore non fanno certo essere ottimisti.

La Rete Rurale Nazionale – MipAf (Ministero Agricoltura) ha reso noti e disponibili on-line le performance di spesa delle Regioni d’Italia sui rispettivi Programmi di Sviluppo Rurale 2014-2020 aggiornate al 31 marzo 2017.

I dati al 31 marzo 2017 collocano l’Abruzzo al quint’ultimo posto con il 4,92%, ovvero la percentuale di avanzamento della spesa pubblica complessiva effettivamente sostenuta rispetto alle spesa programmata 2014-2020. Dopo tre anni di programmazione del PSR sono stati spesi solo il 4,92% dei 432 milioni di euro circa messi a disposizione dall’Europa in questo settore. Un altro dato significativo è il rischio disimpegno, che supera il 12%: una delle poche regioni d’Italia con una percentuale così alta.

“I dati documentano le nostre ragioni quando denunciammo mesi fa i ritardi di tutta la programmazione, dal Por FERS, al FSE per arrivare al PSR. Tanto è vero che c’è stato anche un avvicendamento del Direttore dell’Autorità di Gestione dei Fondi Europei regionali. ” commenta il consigliere regionale Mauro Febbo.

“Continua la discesa in termini percentuali della Regione Abruzzo allontanandoci sempre più dagli obbiettivi annuali che la Commissione europea indica. Adesso la Direzione Politiche agricole deve essere capace di liquidare (quindi spendere e rendicontare) entro il 2016 ben 25 milioni di euro della quota Fears, al fine di evitare il disimpegno automatico. Purtroppo – continua Febbo – tutto questo pasticcio, creato da questo esecutivo regionale, causerà la perdita da parte della Regione Abruzzo di fondi destinati agli agricoltori.”

“Il mondo agricolo oggi aspetta ancora la graduatoria del Pacchetto giovani, i bandi relativi al Gal e la Misura per le Filiere.”

“Per non parlare dei bandi delle Misure investimenti (4.1 e 4.2) strutturati in maniera talmente complicati che migliaia di agricoltori hanno dovuto rinunciare avvantaggiando solo le grandi aziende. Praticamente passerà anche il 2017 e il mondo agricolo non riceverà un solo euro dal Programma di Sviluppo Rurale. Visto l’andamento dovremmo aspettare il 2018 affinché si possa liquidare qualche istruttoria. Occorre un cambio di direzione e di strategia per mettere a disposizione dell’economia agricola abruzzese i ben 432 milioni di euro che faticosamente eravamo riusciti a portare in Abruzzo con la nuova programmazione 2014-2020. Il disastro sui fondi europei non interessa solo il mondo agricolo ma tutto il Por-Fers e FSE. Credo – conclude Febbo – che gli ultimi dati della Rete Rurale siano l’ennesima dimostrazione di come questo governo regionale in questi anni abbia messo in campo azioni poco lungimiranti e poche concrete per il rilancio dell’economia abruzzese”.

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