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Perdonanza, le scuole protagoniste

E’ giunta alla terza edizione la “Perdonanza nella Scuola”, un evento che può essere considerato ormai un patrimonio consolidato delle scuole aquilane.

 

Ieri mattina nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni è stato presentato il ricco programma della manifestazione, costruito grazie alla progettualità degli alunni di 16 scuole aquilane (per la maggior parte della Primaria) che si svolgerà domani e dopodomani.

Performance, mostre e concerti animeranno le location scelte per la kermesse: L’Auditorium del Parco del Castello, Palazzo Fibbioni, Palazzetto dei Nobili e Piazza Santa Margherita.

Il tema scelto per quest’anno, come ricordato dal coordinatore del Comitato Perdonanza Alfredo Moroni, è la Donna del Medioevo e le Mura della città, tematiche esaltate dai lavori dei ragazzi. La novità di quest’anno, rispetto alle passate edizioni,  è costituita dalla possibilità per alcuni alunni aquilani di effettuare una visita ad un tratto delle mura urbiche grazie alla preziosa collaborazione della Soprintendenza e del Fai, prevista per la mattina di venerdì.

“I bimbi nati nel post sisma – ha riferito la presidente del Fai Enza Turco – non conoscono il centro storico della città: è necessario pertanto creare un senso di appartenenza dei ragazzi”.

“La Perdonanza nella Scuola , il cui logo è stato realizzato dagli alunni del liceo Artistico Muzi, è divenuta dunque parte integrante delle celebrazioni celestiniane – ha sottolineato Alfredo Moroni – e rappresenta un importante tassello teso ad ottenere il riconoscimento dell’Unesco”.

“Quella della Perdonanza – ha aggiunto il sindaco Massimo Cialente – sarà l’unica candidatura per l’Italia del 2018. Arriverà quando la basilica di Collemaggio sarà tornata già da tempo nel suo pieno splendore.”

Anche il sindaco ha sottolineato il ruolo  attivo del mondo della scuola nella rinascita della città nel post sisma. Intensa, infatti la collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per l’organizzazione della manifestazione: “Gli alunni, guidati dai loro docenti, hanno realizzato progetti di pregio migliorando le proprie competenze di cittadinanza – ha riferito per l’USR Abruzzo, Agnese Giusti.  “Solo attraverso la consapevolezza della propria storia i giovani potranno proiettarsi con entusiasmo nella costruzione del proprio futuro e diventare consapevole e preparata nuova classe dirigente. Deve essere soprattutto  questo il compito della Scuola e dei propri educatori”.

Domani, dalle 09:30 alle 14:00, al Palazzetto dei Nobili, una rappresentanza delle studentesse e degli studenti degli indirizzi di Enogastronomia (4E e 4F) e del Professionale per l’Agricoltura dell’I.I.S. “Da Vinci Colecchi” presenterà il proprio progetto, che prevede l’uso e la valorizzazione di prodotti locali a partire da una ricerca storica sull’alimentazione in ambito contadino e monastico all’epoca di Celestino V.

Durante il cooking show verrà realizzato il Dolce del Perdono e del finger food, rielaborazione moderna di ricette a base di prodotti parte integrante dell’alimentazione nei secoli XIV-XV.

Il “dolce del Perdono” è frutto della rivisitazione di una ricetta medievale a base di frutta secca, mela astrakan, vino rosso, miele, farina integrale, strutto, arance, fichi secchi  e zafferano.

Sabato si terrà invece una degustazione di pietanze che sono state oggetto di una ricerca che le studentesse e gli studenti dell’indirizzo Enogastronomia hanno portati avanti nell’anno scolastico in corso sotto la guida del prof. Sergio Savaglia.

La cucina nel Medioevo si basava sui cereali: le farinate e più tardi il pane diventarono gli alimenti base che fornivano la maggior parte delle calorie necessarie alla popolazione. La Chiesa cattolica influenzò notevolmente le abitudini alimentari, il consumo di carne era proibito per un buon terzo dell’anno e tutti i cibi di origine animale, tra cui le uova e i latticini, erano generalmente proibiti durante la Quaresima e i digiuni. I cereali rappresentavano la base di ogni pasto,  ma erano cibi comuni anche le verdure come cavoli, zucche, barbabietole, cipolle e carote. Molti di questi ortaggi erano consumati quotidianamente da contadini e lavoratori manuali pertanto erano considerati alimenti meno importanti della carne. Anche i legumi, come i fagioli, i ceci, le fave, i piselli erano di consumo comune e rappresentavano un’importante fonte di proteine, soprattutto per le classi più povere. Molti di questi alimenti sono tuttora presenti nella tradizione culinaria abruzzese.

La rappresentanza delle studentesse  e degli studenti dell’Indirizzo Professionale per l’Agricoltura, guidati dal prof. Gianpiero Negrini realizzeranno prodotti caseari.

 

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