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Campo di Fossa, lo Stato chiede risarcimento ai superstiti

Sulle condizioni in cui versava il palazzo in via Campo di Fossa – poi crollato la notte del 6 aprile 2009 – i residenti dovevano vigilare: per questo, i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno, tramite l’Avvocatura di Stato, hanno chiesto il risarcimento ai superstiti del crollo, imputabile al sisma, che causò la morte di 24 persone.

L’udienza è stata fissata, dopo una serie di rinvii, per il prossimo 19 giugno: la notizia viene riportata dal quotidiano Il Centro.

Al centro del procedimento le presunzioni di responsabilità che incomberebbero sui proprietari di quell’immobile: “Qualora la rovina dipenda da un vizio di costruzione il proprietario sarà sempre responsabile anche nei casi in cui i vizi siano occulti e non si manifestino con vizi evidenti e visibili di pericolo quali possono essere crepe o avvallamenti conseguenti a errori del costruttore, inteso ovviamente nella sua accezione più ampia” recita la legge.

L’Avvocatura di Stato ritiene che i condomini superstiti di via Campo di Fossa possano essere considerati corresponsabili al 30% del crollo: l’ammontare del risarcimento danni è di ben 4 milioni di euro.

Di diverso avviso i titolari degli appartamenti i cui difensori sostengono che si tratta di una azione legale pretestuosa, che non possa essere intrapresa proprio per “estinzione del condominio”.

La notizia arriva quando ancora non si sono spente le polemiche su un’altra richiesta da parte dello Stato, quella della restituzione delle provvisionali ai familiari di alcune vittime morte il 6 aprile 2009.

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