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Acqua Gran Sasso, investimenti e più controlli

L’intero sistema del bacino idrico del Gran Sasso “è oggettivamente esposto a rischi di interferenza e richiede interventi contingenti e infrastrutturali in grado di affrontare, mitigare e risolvere definitivamente ogni problema.”

E’ la conclusione alla quale è giunta ieri la Commissione tecnica per la messa in sicurezza del bacino idrico del Gran Sasso che si è riunita ieri alla presenza di tutti gli Enti e le Istituzioni interessate, convocata dal vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli.

La convocazione della seduta arriva dopo i problemi legati alla non potabilità dell’acqua del Gran Sasso nel teramano, seguita poi, poche ore più tardi, dalla revoca dell’ordinanza, con il ritorno alla normalità.

Una riunione dalla quale Laboratori del Gran Sasso, Strada dei Parchi, Arta e Dipartimento delle Opere Pubbliche regionali escono con un elenco di impegni e documenti da redigere che vanno nella direzione dell’implementazione della sicurezza e della puntuale informazione.

Diversi gli impegni assunti e le decisioni prese. Alle due strutture regionali competenti in materia – il Dipartimento Opere Pubbliche della Regione e Arta  – è stato chiesto di redigere un Protocollo che regoli le attività del Laboratorio del Gran Sasso-INFN e della società Strada dei Parchi che possono avere potenziale impatto sul sistema dell’acquifero vincolandole ad una preventiva valutazione e autorizzazione dei diversi soggetti coinvolti nei controlli e nell’erogazione dell’acqua (le due Asl di Teramo e L’Aquila, i due gestori del servizio idrico la Ruzzo Reti e la Gran Sasso Acqua e la stessa Arta) fissando modalità e tempi certi nell’espressione dei pareri da parte di questi Enti.

I due Enti gestori del servizio idrico nei prossimi giorni indicheranno – oltre la dotazione esistente e già operativa nei controlli – l’acquisto di una doppia nuova strumentazione che risponda a tecnologie ancora più moderne e sofisticate in grado di individuare in tempo reale con maggiore dettaglio, velocità e puntualità ogni possibile presenza di contaminanti. La scelta di questi strumenti sarà sottoposta ad una preventiva certificazione da parte delle ASL, dell’Arta e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per la messa in sicurezza definita e per la realizzazione delle opere strutturali connesse, il Laboratorio del Gran Sasso fornirà uno studio per la parte che lo coinvolge ed analoga richiesta è stata rivolta alla Strada dei Parchi. Sulla base di questi studi – la cui verifica verrà affidata ad una Autorità terza – la Commissione indicherà un programma di interventi strutturali sull’intero sistema (l’autostrada, il Laboratorio e il bacino idrico) individuando le risorse necessarie e, visto il rilievo delle opere, coinvolgendo tutte gli Enti, le Istituzioni ed il Governo.

“La Commissione ha valutato che gli episodi di questi giorni, al di là della loro relativa incidenza, dimostrano la capacità dell’attuale sistema dei controlli di monitorare ed intervenire tempestivamente in caso di anomalie, ma testimoniano ulteriormente e in modo evidente che l’intero sistema, per il modo in cui è stato sin dall’inizio concepito, è oggettivamente esposto a rischi di interferenza e richiede interventi contingenti e infrastrutturali in grado di affrontare, mitigare e risolvere definitivamente ogni problema.”

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