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Inizia la volata verso l’11 giugno, l’esercito degli 800

E’ stata presentata la prima lista elettorale nell’aula consiliare di Villa Gioia, dove ancora per poco regna una calma piatta.

Di Roberta Galeotti

Una calma apparente, perché tutte le liste delle coalizioni e dei vari sindaci dovranno essere consegnate entro le ore 12 di sabato 13 maggio.

La lista presentata è Cambiare Insieme – Lavoro Legalità, a supporto del Candidato sindaco Americo Di Benedetto, che vede tra i 32 candidati Lelio De Santis e David Filieri. Inizia la convulsa corsa verso l’11 giugno, che vedrà a confronto circa 800 candidati. La nuova tendenza dei candidati sindaco è di accaparrarsi tutta una serie di candidati provenienti da famiglie numerose che possano veicolare sacche di preferenze sulla lista, a beneficio di un paio di candidati forti. L’obiettivo è il raggiungimento del quorum della lista che dovrebbe assestarsi sulle 950 preferenze. Lo slogan, dei nuovi parvenu della politica, asseconda la nuova corrente populista e demagogica di professionisti e volti ‘puliti’ prestati all’arte del governo e dell’amministrazione della città, andando contro tutte le logiche di professionalità e di esperienza. Perchè politica, ai tempi nostri, significa ruberie e magheggi. Così, crediamo di risolvere tutti i problemi di questa Italia malata, prestando alla politica volti nuovi, estranei alle logiche di spartizioni e poltrone. Pur dovendo fare i conti, poi, con persone che nulla sanno dell’amministrazione e del governo di una città, che poco conoscono dell’arte della mediazione e che poco sanno dei meccanismi di una amministrazione pubblica.

Andranno al ballottaggio i due candidati sindaco che l’11 giugno prossimo prenderanno il maggior numero di preferenze. Chi vincerà farà scattare il premio di maggioranza e quindi farà scattare il quoziente per i 19/20 consiglieri di maggioranza, mentre alla minoranza spetteranno 13 seggi.

Il metodo D’Hont, utilizzato per l’assegnazione dei quozienti delle liste, divide il numero totale dei votanti per il quorum che consente l’elezione dei consiglieri, con una complessa ripartizione dei resti. Nel 2012 i votanti sono stati 42.000 circa, così i conteggi approssimati si fanno su questi ultimi dati disponibili.

I candidati sindaci dovranno raggiungere il quorum minimo in almeno in una delle liste, che dovrebbe aggirarsi intorno a 950/1000 preferenze. Per questa ragione i candidati sindaco non dovrebbero disperdere i voti di preferenza tra molte liste. Un candidato sindaco perdente con 3 liste a supporto, ad esempio, entra in consiglio se almeno una delle liste raggiunge il quorum; se dovesse quindi incassare una media di 700 preferenze a lista, rischia di non far scattare nemmeno un quoziente e di non entrare nell’assise.

Le coalizioni devono raggiungere il 3% dei votanti complessivi.

I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute, con il conteggio dei resti, appunto, secondo il metodo D’Hont.

Si può esprimere una doppia preferenza di genere, tale possibilità consente di esprimere due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista.

Come si vota:

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti si vota sempre con una sola scheda, sulla quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di Sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.

Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre modi diversi:

1. tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato Sindaco da quest’ultima appoggiato;

2. tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere, tale possibilità, prevista per i i cittadini dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, consente di esprimere due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato Sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”;

3. tracciando un segno solo sul nome del Sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.
Nei Comuni con più di 15.000 abitanti è eletto Sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare la seconda domenica successiva per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).

In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio).

Al secondo turno viene eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

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