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Splendida e modesta, colta e spiritosa: L’Aquila come Franca Valeri

di Andrea Giallonardo

“Ho la speranza che L’Aquila un giorno torni ad essere come me: splendida e modesta, colta e spiritosa”.

Saluta così L’Aquila, la città nella quale ha appena ricevuto una laurea honoris causa, Franca Valeri, attrice e sceneggiatrice italiana, dall’incredibile talento ma soprattutto dalla straordinaria ironia, cifra che l’ha contraddistinta in oltre 70 anni di carriera.

Il teatro ed il cinema italiano devono molto a lei, nata Franca Norsa, che nel corso degli anni ha vestito i panni di la Cesira, la sora Cecioni, la Signorina Snob e mille altri personaggi che hanno fatto ridere e riflettere l’Italia per anni.

franca valeri

Per questo, l’Università di L’Aquila ha voluto onorare Franca Valeri e la sua lunghissima carriera con una laurea honoris causa in studi letterari e culturali, conferita ieri dalla rettrice Paola Inverardi presso l’Auditorium del Parco. a Laudatio del prof. Massimo Fusillo che, paragonandola a Pasolini, l’ha definita superiore a lui perché liberata dal «livore apocalittico: lo sguardo di Franca Valeri è invece molto impregnato di un distacco ironico che le permette di andare in profondità. […]

Un’attrice comica, di una comicità che si tinge spesso di malinconia scettica, forse la cifra idiosincratica di questa grandissima artista.

“Mi preme sottolinearlo” continua Fusillo “perché sappiamo bene che l’accademia ha in passato sottovalutato tanto la comicità, quanto il mestiere di attore. Gli attori hanno sempre smontato e rimontato secondo le loro esigenze copioni, personaggi, situazioni narrative, lasciando spesso una loro impronta inconfondibile. In tutte le apparizioni di Franca Valeri questa impronta si sente: l’impronta di un’attrice-autrice che ha una sua strategia espressiva, e che torna su alcuni temi prediletti come lo snobismo, la modernizzazione, il rapporto madre-figlio, l’omosessualità”.

La scelta del professor Fusillo per la laudatio non è stata casuale dal momento che Franca Valeri ha espresso la propria creatività in molti generi e campi rappresentativi, da quello drammatico a quello comico, da quello teatrale a quello letterario: ecco il perché della scelta di un accademico, come il professor Fusillo, capace di comprendere e sviscerare i legami tra i vari canali performativi.

franca valeri

Nonostante l’ età avanzata, 96 anni, la Valeri, nella lectio doctoralis, ha ripercorso le fasi salienti della sua vita in maniera vivace ed ironica. Nata nel 1920 da padre ebreo dovette cambiare cognome per via delle leggi razziali. Sa sempre amante delle arti performative, dopo la guerra il suo talento trovò espressione nel campo radiofonico, letterario, teatrale e cinematografico.

Il rifiuto di un modello assoluto insieme al mantenimento di una coerenza di fondo dal respiro comico ha garantito alla Valeri un successo duraturo iniziato con il progetto radiofonico “la signorina snob”, nel primo dopoguerra, e proseguito con match cinematografici, libri e scritture teatrali fino agli anni novanta.

franca valeri

Così la Valeri ha ricevuto la sua pergamena ascoltando le tantissime, lusinghiere motivazioni alla Laurea lette dalla rettrice Paola Inverardi che ha concluso dicendo: «per essere riuscita ad essere sempre, con coerenza, in tanti decenni di attività multiforme, una grandissima “donna di scena, donna di libro”». Qui è partito il momento teatrale, si è elevata al cielo la voce inconfondibile della festeggiata che ha emozionato tutti con un monologo ironico ed eroico al tempo stesso: «Chi è questa signora!? Così onorata! Da dei professori! Lei che non ha mai frequentato un’università se non per 15 giorni. Era in Lettere naturalmente. Quello che oggi mi viene offerto con tanto calore è preceduto da un volume colossale, scritto da Adriano Emi: ma tutte queste cose me le merito? Mah! Ho dato in realtà un esame, di Estetica, con il prof. Banfi. Ma poi si è fermata lì. Io volevo il teatro e l’ho onorato. Sono rimasta attaccata a questa bellissima carriera. Io ringrazio Adriano Emi che ha scritto un libro talmente minuzioso su tutta la mia attività che me l’ha fatta conoscere!! E’ stato veramente un regalo. Grazie Adriano, ma come hai potuto intuire tutto quello che mi capitava?».

franca valeri
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A tale proposito la signora Valeri si è anche prestata a presentare questo libro, scritto con il suo aiuto da Adriano Emi, con Prefazione di Massimo Fusillo: Franca Valeri, l’opera e il mito (Aracne 2017, 472 pagine), i cui proventi sono stati interamente devoluti all’Associazione Franca Valeri per gli animali abbandonati.

Il gran finale della Lectio magistralis recitata da Franca Valeri è stato dedicato alla «gioia di rivedere questa città che non avevo potuto incontrare dopo le vicende atroci. Adesso la vedo e rivedo quel suo senso di cultura che mi ha sempre dato: L’Aquila. È una città che ama la bellezza, ed era bella lei stessa: ed è così che tornerà, com’era prima. Quella piazza… E’ una città veramente storica, so che voi amate l’Aquila, e spero che questa città ritorni com’era, splendida e modesta, colta e spiritosa, come in fondo sono anch’io! Questo mi riempie veramente di orgoglio, grazie. Grazie».

 

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