IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Forum H2O, Toluene nell’acqua del Gran Sasso

Nell’acqua del Gran Sasso erano presenti Toluene, Etilbenzene e Xilene nei campioni raccolti il 4 maggio e il 5 maggio 2017.

 

Lo dichiara, in una nota dettagliata nella quale vengono anche allegati documenti che confermano quanto asserito, il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’acqua. Il riferimento è ovviamente alla situazione innescatasi martedì scorso, con la dichiarazione di non potabilità dell’acqua captata dal traforo e destinata al versante teramano: dopo poche ore e successive analisi, l’acqua è stata dichiarata nuovamente potabile.

In occasione dei lavori di verniciatura realizzati tra il 3 e il 5 maggio nei tunnel sono stati condotti prelievi per due giorni consecutivi in vari punti a Isola del Gran Sasso (uscita gallerie; primo fontanino) e l’ARTA vi ha riscontrato la presenza di Toluene con concentrazioni variabili, con picco di 18,6 microgrammi/litro, assieme a tracce di Etilbenzene (0,2 microgrammi/litro) e (p)Xilene (max 0,8 microgrammi/litro).

L’ARTA risulta aver segnalato con una nota di anticipazione dei risultati la presenza di queste sostanze alla ASL di Teramo l’8 maggio, evidentemente perchè rilevante ai fini delle valutazioni della ASL.

 

Quest’ultima, con nota dell’8 stesso (data in calce al documento; in realtà la data di uscita del protocollo è il 9 maggio), ha scritto a vari enti circa il ritrovamento di queste sostanze nell’acqua, ponendole in possibile relazione ai lavori di verniciatura realizzati nelle gallerie.

L’8 maggio è anche il giorno della raccolta dei nuovi campioni di acqua al Gran Sasso, risultati non conformi per odore e sapore al prelievo secondo la comunicazione dell’ARTA alla ASL. Ricordiamo che questi due parametri sono previsti dalla legge ai fini della prevenzione. Il 9, non appena ricevuta la comunicazione della non conformità da parte dell’ARTA, la ASL ha posto le restrizioni al consumo alimentare, operando, come abbiamo già detto ieri, secondo le normali ed obbligatorie prassi operative (a maggior ragione visti i risultati dei giorni precedenti; le concentrazioni potevano essere molto più elevate e le sostanze presenti potevano essere le più diverse viste le condizioni di irregolarità strutturale delle captazioni nel Gran Sasso).”

Il toluene, secondo una nota della ASL, fu già trovato in passato nelle acque del Gran Sasso, come dimostra un passaggio di una nota della ASL del 10/10/2016 – Prot.82932/16.

“Ribadiamo con forza la richiesta di pubblicare tutti i referti delle ultime settimane e la corrispondenza intercorsa tra i vari enti, sia sul lato teramano che sul lato aquilano, visto che ai primi di maggio anche su quest’ultimo versante sono arrivate segnalazioni di acqua maleodorante nei giorni scorsi.” incalza il Forum H20.

“Ovviamente esprimiamo tuta la nostra indignazione per le condizioni di rischio in cui versa uno degli acquiferi più grandi d’Europa, risorsa strategica fondamentale per la vita di centinaia di migliaia di persone e per la biodiversità. I fenomeni di contaminazione si stanno ripetendo e non si può rincorrere i problemi perchè con l’acqua si deve fare prevenzione. Evidenziamo che la crisi che abbiamo visto, con scene di panico e isteria, sarebbe nulla in confronto con quello che accadrebbe con un eventuale incidente massivo con il coinvolgimento delle migliaia di tonnellate di sostanze tossiche e/o pericolose stoccate nei laboratori del Gran Sasso (tra l’altro, 1.250 tonnellate di trimetilbenzene e 1.000 tonnellate di acqua ragia). In tal caso è lecito aspettarsi conseguenze per decenni visto che tali materiali sono stoccati praticamente all’interno di una montagna piena d’acqua e uno sversamento causerebbe danni probabilmente permanenti in un tale contesto geologico.”

“È del tutto evidente che le importanti ricerche in corso nel Gran Sasso devono tener conto dei rischi per vastissimi territori, che comprendono tre province (l’acqua del Gran Sasso sgorga nelle sorgenti dell’aquilano, teramano e pescarese, Sorgenti del Pescara incluse). Un incidente più rilevante stravolgerebbe per anni l’intera area. Per questo devono essere imposti limiti severi all’uso delle sostanze. Ovviamente sia sul versante laboratori sia su quello autostradale servono anche interventi infrastrutturali sulle captazioni ma questi ultimi non inciderebbero se non di poco sui rischi di incidente rilevante.”

X