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Risarcimenti sisma: il mantenimento è illegittimo

di Francesca Marchi
Con una citazione di quattro pagine, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiamato in giudizio i familiari di alcune vittime del terremoto del 2009.
Lo Stato rivuole indietro i soldi stanziati alla fine del processo di primo grado sulla commissione Grandi Rischi, accusata di avere sottovalutato il pericolo di sisma rassicurando la popolazione locale.
Oggi, l’avvocato distrettuale dello Stato, Filippo Patella, accompagnato dall’avvocato firmatario Gianluigi Diodato, ha incontrato la stampa per fare chiarezza sul dibattito infiammato contro lo Stato che ha chiesto indietro i risarcimenti.

Dopo la condanna in primo grado per i sette componenti della Commissione Grandi Rischi, lo Stato aveva versato gli indennizzi per 52 persone, ovvero i familiari di chi è ha perso la vita la notte del 6 aprile. In Appello e Cassazione, però, quella sentenza è stata ribaltata con la sola condanna dell’allora vicecapo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, la cui responsabilità venne però riconosciuta solo per alcune delle vittime.

“Abbiamo avvertito l’esigenza di chiarire la posizione dell’Avvocatura dello Stato che in questi giorni sta procedendo alla transazione. Siamo qui come tecnici e dobbiamo agire per dovere. Il lato umano è altra cosa” – spiega Patella.

“L’amministrazione ritenne ai tempi di corrispondere le previsionali e pure in tempi rapidi. Previsionali, appunto. Con il secondo grado è venuto meno questo requisito e aspettiamo che il denaro venga restituito spontaneamente e con piani di rientro comodi in base alle esigenze di ogni famiglia”.

Gli eredi delle 16 vittime più 4 feriti dovranno restituire le previsionali: “Il mantenimento di questi denari è illegittimo. Chi non vorrà restituire andrà incontro a sentenze civili di condanna”.

Altre vittime, per l’esattezza 13, sono i defunti che secondo il Giudice Penale “hanno perso la vita a seguito della condotta colposa dell’unico imputato ritenuto responsabile”.

 

 

 

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