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Dietrofront, l’acqua nel teramano torna potabile

L’acqua nel teramano torna potabile.

Il dietrofront è arrivato nella notte in seguito alle ripetizioni di analisi da parte dell’ARTA comunicate passo passo al tavolo tecnico riunito in Prefettura e che ha visto sedere oltre ai vertici di Arta e Ruzzo anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

E’ lui che dalla sua pagina facebook ha aggiornato la situazione e tranquillizzato i cittadini, anticipando i risultati a mano a mano che arrivavano. Fino a stamattina, quando poco prima delle 8 ha scritto:

Sesto ed ultimo campionamento negativo. Stiamo aspettando il provvedimento della ASL. L’acqua è potabile. Emergenza finita.

Provvedimento della ASL che è arrivato un paio d’ore più tardi.

Le analisi effettuate hanno evidenziato l’assenza di sostanze nocive per la salute nelle risorse idriche delle condotte del Ruzzo. 

sottolinea D’Alfonso.

Sono state ore convulse quelle seguite all’annuncio di divieto di utilizzo di acqua a fini potabili nel teramano: nei supermercati è scattata la corsa all’approvvigionamento e ben presto sono finite le scorte.

Nell’aquilano c’è chi ha pensato che il cattivo odore dell’acqua, segnalato più volte in questi giorni, fosse legato a questo ultimo fatto: in serata è arrivata la smentita di GSA: l’acqua a L’Aquila è potabile.

Sul caso sono intervenuti con una nota ufficiale anche i Laboratori dell’INFN, che sottolineano come “le acque di scarico in uscita dai Laboratori sono sempre risultate e tuttora sono pulite e conformi”:

“È dal 1 maggio che tutte le acque provenienti dai laboratori non vengono immesse nella rete idrica dell’acquedotto del Ruzzo. Tale misura di messa a scarico è stata adottata in via precauzionale, d’intesa con la AUSL, in occasione dei lavori di parziale ripavimentazione in corso nei Laboratori sotterranei. Le acque di scarico in uscita dai Laboratori sono sempre risultate e tuttora risultano pulite e assolutamente conformi ai requisiti previsti per le acque potabili.
Nessuna responsabilità è quindi da imputare a questi Laboratori  per la disposizione di sospensione dell’uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso”.

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