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Silveri, no a nuovo ospedale: S. Salvatore sicurissimo

“Sotto la mia gestione l’ospedale dell’Aquila è stato ricostruito e restaurato dopo il terremoto con un indice di vulnerabilità sismica nel rispetto delle norme da un minimo di 0,8 fino a 1, che è il massimo della sicurezza”.

Lo annuncia Giancarlo Silveri, già manager dell’azienda sanitaria provinciale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, e ora candidato sindaco del capoluogo di Regione con il movimento civico Riscatto Popolare, intervenendo sul dibattito in corso sulla vulnerabilità sismica degli ospedali abruzzesi.

Silveri boccia l’ipotesi di costruire una struttura nuova nella zona di Collemaggio. “Perché mai dovremmo farla? L’area di Collemaggio è vincolata dalla Sovrintendenza, non si può pensare di demolire ciò che c’è e costruire lì un nuovo ospedale. Questo si poteva pensare subito dopo il terremoto, ma quando sono arrivato alla Asl – svela – ho trovato una programmazione già fatta e approvata che prevedeva il recupero dell’esistente”.

In tal senso, ricorda, “ho cercato di portare le attività di degenza nei due blocchi principali, il Delta chirurgico e il Delta medico, e tutto il resto lasciarlo a servizi e la palazzina dove adesso sono le Medicine sopra al Cup, utilizzarla per uffici della Asl. Non ha senso che si continui a tenere separate queste cose per cui per raggiungere un posto rispetto all’altro si perde tempo e non c’è la possibilità di parcheggiare – sostiene – Sicuramente ci deve essere un’aggregazione più funzionale di quella che è stata possibile fino a ora”.

Quella di Collemaggio, prosegue ancora Silveri, “è un’area che il Comune si deve decidere a destinare, perché la destinazione d’uso è per necessità sanitarie che oggi non ci sono. Bisogna impostare le cose in modo che a nessuno possa venire in mente, come forse già avvenuto, di condurvi una grossa speculazione edilizia”.

“Per questa area preziosa della città, ma anche per altri spazi pregevoli che abbiamo – conclude – noi di Riscatto Popolare nel nostro programma elettorale proponiamo una conferenza di servizi permanente che possa prevedere l’utilizzo promiscuo, non la vendita, per non far degradare il complesso”, conclude.

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