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Gagliano non è solo ricostruzione

Nei talk show nazionali si è iniziato a discutere sulla opportunità o meno di ricostruire i piccoli borghi distrutti dai terremoti, dopo che il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo che denunciava quale spreco spendere 50 milioni di euro per la ricostruzione di Gagliano Aterno, un borgo abruzzese con 254 abitanti.

Arriva puntuale la risposta di due ragazzi residenti a Gagliano e impegnati nell’amministrazione del paese:

“Chi scrive queste righe lo fa in triplice veste: quella di amministratore, di giovane e di gaglianese. Questo non è e non vuole essere un comunicato ufficiale del Comune di Gagliano ma la pura e semplice riflessione di due persone che da anni si impegnano e combattono affinché il proprio paese sopravviva. In questo marasma generato dall’articolo del “Il Fatto Quotidiano” a firma di Antonello Caporale, la cosa che ci ha feriti ed indignati maggiormente è stata la condivisione ed il favore riscontrato da parte di alcune persone perché diciamolo a gran voce: l’articolo del Fatto offende Gagliano ed i gaglianesi! L’articolo offende tutti i piccoli Comuni italiani e chi li abita! Perché al di là della ricostruzione sismica, dei fondi e dei dati statistici il messaggio che vuole far passare il Sig. Caporale è chiaro: i piccoli paesi vanno scaricati! Lasciati morire! Nell’articolo non vengono citati i bambini, i giovani, le persone che hanno deciso di resistere e restare a vivere qui! Nessuno si è soffermato sul fatto che “la ragazza del circolo” (le cui dichiarazioni sono state distorte per lo scoop) insieme ad altri sui coetanei partecipa attivamente alle iniziative culturali e sociali del Paese. Nessuno ha chiesto ai tanti ragazzi della “Stanzetta” (Associazione gaglianese attiva da anni in campo culturale e sociale costituita esclusivamente da giovani) di raccontare cosa fanno e qual è il motivo per cui costantemente si prodigano per la comunità senza ricevere nulla in cambio, niente di tutto ciò. Il Sig. Caporale ha voluto concentrare l’attenzione sul “Paese dei balocchi”, sullo “sperpero diabolico”, non facendo però giornalismo d’inchiesta (il giornalismo d’inchiesta comporta un lavoro approfondito d’investigazione sui temi) ma scadendo nel “detto non detto” ed evitando scientificamente di raccontare la bellezza d’azione e d’animo di chi vive quotidianamente i piccoli paesi. Il Sig. Caporale forse ha ragione: Gagliano Aterno spesso si trasforma nel “Paese dei balocchi”..se per Paese dei balocchi intende la felicità che gli abitanti provano quando i giovani organizzano feste ed eventi allora sì, il nostro è proprio il Paese dei balocchi! Se per Paese dei balocchi intende il sostegno economico e morale che la nostra piccola comunità riesce a dare a chi ha perso il lavoro o un proprio caro allora sì, il nostro è proprio il Paese dei balocchi! Se per Paese dei balocchi intende un bambino che si commuove per l’uovo di Pasqua o il dono di Natale ricevuti dal Comune allora sì, il nostro è proprio il Paese dei balocchi; Se per Paese dei balocchi intende un piccolissimo Comune dove gli amministratori devolvono le loro indennità alla collettività allora sì, il nostro è proprio il Paese dei balocchi! Potremmo scrivere ancora molto per confermare la tesi del Sig. Caporale sul “Paese dei balocchi” ma ci fermiamo qui, anzi cogliamo l’occasione per invitarlo a tornare, ad approfondire, capire meglio di cosa parliamo, quello di cui siamo fieri e che abbiamo cercato di descrivere in poche righe..il nostro amato paese!
Luca e Simona (due giovani gaglianesi)”.

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