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Sport

Addio a Giampaolo Rossi

Si è spento Giampaolo Rossi uno dei “miti” dell’Aquila Calcio.

Padovano, classe 1940, Rossi ha vestito la maglia rossoblù dal campionato 1963-64 al 1978-79. Arrivato nel capoluogo d’Abruzzo dal Pisa (dove giocava con Giorgio Bettini, anche lui poi approdato all’Aquila) dopo essere stato acquistato dalla Fiorentina, come centravanti-bomber (in Prima categoria con l’Abano Terme aveva segnato 65 reti e il campionato successivo, con la Milanese, in serie D, a diecimila lire al mese, ne aveva fatti 25 ed era stato acquistato dalla società viola), Rossi all’Aquila ci ha piantato le radici, si è sposato e ha messo su famiglia e un’attività artigianale come fotografo.

giampaolo rossi

«Sono arrivato in città, nel 1963 – aveva detto Rossi in un’intervista al gruppo Espresso -, lo stipendio era di 150 mila lire al mese, ma dovevo pagarmi vitto e alloggio. Mangiavo, a 10 mila lire al mese, al ristorante Macalè, di Concettina Persichetti, e dormivo in via Cembalo di Colantoni, in una stanza senza riscaldamento, insieme a Grigoletti, Pesce e Donadoni. I ricordi belli non sono tanti, abbiamo sempre fatto enormi sacrifici. Ci muoveva esclusivamente la grande passione per il calcio e l’attaccamento alla maglia rossoblù. Io sono quello che ha accumulato più presenze, che ha avuto la militanza più lunga, ma non sono stato ripagato. Mi hanno fatto smettere di giocare, perché secondo loro ero troppo vecchio. Avevo 39 anni e il presidente Angelini si presentò con il mio cartellino, mi voleva dare la lista libera come “premio”: lo mandai all’altro paese. Il legame più forte l’ho avuto con un allenatore».

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