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Riattivata la cava a Coppito, vicino la Gdf

Cava da 72.000 mc e impianto di lavorazione inerti da 102.000 t/a L’Aquila a Coppito, adiacente alla caserma della Guardia di Finanza.

È stato depositato presso la Regione Abruzzo dalla società Gaia Srl un progetto per la riattivazione di una cava a Coppito, località Colle dei Grilli, con annesso impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti inerti, in un’area confinante con la Caserma della Guardia di Finanza.

Il progetto prevede uno scavo ulteriore di materiale lapideo per 72.000 mc e il contestuale insediamento di un impianto di recupero di inerti da demolizioni attraverso la frantumazione degli stessi, con una potenzialità annua di 102.000 tonnellate. Il materiale recuperato sarebbe riutilizzato per “ripristinare” la cava.

Da un controllo fatto dagli attivisti del Forum H2O e da alcuni residenti, le foto dimostrerebbero interventi già in corso nella cava.

Negli elaborati progettuali depositati in Regione si parla di “assenza di attività da molti anni“.

Dal controllo incrociato fatto tra le foto e le immagini di GoogleMap «appare, in maniera incontrovertibile – secondo le associazioni -, che siano in corso lavori nella cava per la riattivazione della quale il procedimento autorizzatorio è stato appena avviato. Si evidenzia, tra l’altro, che una piccola area verde (un laghetto che nel tempo si era formato) nelle immagini scattate ieri pomeriggio non c’è più mentre era ancora evidente nella foto di googlemap.

cava coppito

Rileggendo i documenti depositati dal proponente si evince che l’intervento sia declinato al futuro.

Fin dall’Avviso al pubblico si può leggere testualmente “L’intervento si propone la riattivazione di una cava preesistente non completata e con atto amministrativo decaduto“.

Nella relazione geologica, sottoscritta dal tecnico il 26 aprile 2017, incipit inequivocabile “La cava si presenta ad oggi in stato di semi-abbandono evidenziando assenza di attività da molti anni“».

Le associazioni hanno depositato l’ennesimo esposto per chiedere agli enti coinvolti e alla Magistratura aquilana di chiarire la vicenda. «Non dovrebbe essere difficile – dichiarano dal Forum H2O -, visto che siamo proprio di fronte ad una delle più grandi caserme della Guardia di Finanza immaginiamo dotata, tra l’altro, di telecamere di sorveglianza utili per risalire alle attività svolte nelle aree circostanti. Inoltre, a parte le nostre immagini, quelle satellitari e aeree, basterà confrontare anche gli elaborati progettuali depositati, dalle planimetrie alle sezioni, per comprendere quanto accaduto e quali autorizzazioni vi siano. In ogni caso vi è una palese difformità tra quanto dichiarato dal tecnico e la realtà».

Qui tutta la documentazione sul progetto:

http://www.ambiente.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1266:rinnovo-cava-di-calcare-e-variante-ripristino-ambientale&catid=5:procedura-va&Itemid=3

 

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