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D’Alfonso: Non innamoratevi delle casette

Al fine di definire le attività necessarie al superamento del contesto emergenziale conseguente ai recenti eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia e il territorio abruzzese, il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso ha presieduto questa mattina all’Aquila una riunione con lo scopo di favorire una rapida attuazione di un piano di interventi a favore dei comuni del cosiddetto “Cratere sismico“.

Alla riunione sono stati invitati i sindaci dei comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Montereale, Pizzoli, Farindola, Campli, Castel Castagna, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Teramo, Torricella Sicura, Tossicia, Vallecastellana.

Prima di entrare nell’ordine del giorno, D’Alfonso ha chiesto ai rappresentanti dei comuni presenti un resoconto sullo stato dei pagamenti da parte della Protezione Civile e del Commissariato per la Ricostruzione all’indirizzo di coloro i quali hanno diritto a questo tipo di copertura finanziaria. Il Presidente della Regione, anche in veste di Vice Commissario per la ricostruzione, ha chiesto di conoscere “lo stato della correttezza dei pagamenti e in termini complessivi con quale ritardo si sta delimitando da una parte i CAS e dall’altra parte ciò che va corrisposto quanto alle attività che sono state assicurate come gestione delle emergenza”.

D'Alfonso incontra i sindaci del cratere

D’Alfonso ha reso noto di aver concordato con i vertici del commissariato una giornata di studio per fare in modo che “le norme non rimangano solamente parole scritte sulla Gazzetta Ufficiale, ma che esse vengano godute pienamente, compresa anche una norma invocata da alcuni comuni dell’aquilano per mezzo della quale si realizza in capo ai sindaci la compiutezza della competenza a rilasciare il titolo edificatorio-abitativo per le singole realtà che vi riguardano; e ciò trova la mia piena approvazione poiché l’utenza che spinge sta sul territorio e quindi nessuno meglio dei comuni può corrispondere alle aspettative e ai bisogni dei propri cittadini”.

Le Nuove disposizioni in materia di uffici speciali per la ricostruzione, all’art. 3, comma 4 D.L. 189/2016, stabiliscono che “ferme restando le disposizioni dei periodi precedenti, i comuni in forma singola o associata possono procedere anche allo svolgimento delle attività istruttorie relative al rilascio dei titoli abilitativi edilizi, dandone comunicazione all’ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente e assicurando il necessario coordinamento per le attività di quest’ultimo”.

“Nei comuni c’è l’energia per fare queste cose perché c’è chi spinge; noi siamo convinti che si debba spingere oltre l’inverosimile il processo di delega e noi interveniamo quando la questione si fa anomala o su altre partite che verranno fuori, come lo spostamenti di elementi di arredo”. Al fine di definire il carico di lavoro per comuni e Regione, D’Alfonso è quindi passato ad enunciare quelle che sono le tematiche più importanti sulle quali ci dovrà essere chiarezza e immediatezza di intervento. Esse sono: la definizione del Piano delle opere pubbliche; la massima attenzione sull’edilizia scolastica, “nel senso che mi aspetto una scrupolosa attenzione sullo stato di sicurezza andando oltre quello che la costumatezza amministrativa vi prefigura; mi dite in che condizioni saranno le realtà di accoglienza per l’inizio del prossimo anno scolastico e vedremo di prefigurare le relative strategie di elaborazione amministrativa per le scuole”.

L’altro argomento da trattare è quello della perimetrazione urbanistica che si incrocia anche con il tema dell’invenduto:

Non innamoratevi delle casette, quando non sia strettamente necessario, ma procedete alle soluzioni che non rovinano il vostro suolo, che non ‘aquilanizzino’; in altre realtà il discorso della casette può passare, ma quando arriverà il tempo della discrezionalità degli aiuti ulteriori, chi meno avrà fatto casette avrà di più dal punto di vista della considerazione discrezionale. Sarà una operazione difficile, perché esibire le casette significa esibire una prontezza, ma noi dobbiamo concepire una normazione urbanistica non emotiva, sennò distruggeremo la vocazione turistica dell’intero Abruzzo. Una normazione urbanistica dovrà essere sulla misura della non distruzione: alla fine di tutto questo, noi dovremo avere una regione più bella e non più invasa”.

D’Alfonso, che si è detto pronto a recepire le richieste delle collettività, ha detto che “passeranno gli anni, ma quella roba (le “casette” – NDR) che facciamo ora, poi, un giorno, si vedranno e abbruttiranno il territorio proprio come è già avvenuto in certi comuni. Fra 10 anni, quando ritorneremo su questi luoghi io spero che siano più belli di come li abbiamo trovati”.

Rispetto all’edilizia religiosa, D’Alfonso ha chiesto ai sindaci di far conoscere se ci sono delle chiese che potrebbero essere riaperte al culto con un intervento di lavori non superiore a 300 mila euro: “cominceremo da una chiesa per comune e andremo avanti fino alla totale ricostruzione dell’intero patrimonio edilizio religioso. Fate queste segnalazioni all’ufficio regionale della ricostruzione in modo che io possa fare un elenco di chiese che poi sarà sottoposto alle autorità ecclesiastiche per il disco verde definitivo”.

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