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Americani in crociera a L’Aquila

di Eleonora Falci

Arriveranno a L’Aquila sabato prossimo oltre 50 cittadini americani: approdo al porto di Ortona, tappa di una crociera adriatica e poi via verso l’entroterra per scoprire la città, vedere come va avanti la ricostruzione, respirare per qualche ora la nostra vita, ospiti a pranzo di cittadini aquilani.

 

Una crociera speciale, da Venezia a Malta, alla scoperta dell’Adriatico. Un piccolo specchio d’acqua per loro, statunitensi, abituati a oceani e grandi laghi: ma ricco di sorprese, luoghi, sapori da scoprire.

Si chiama turismo esperienziale ed è quello che ora va per la maggiore: non contano i chilometri  o le miglia percorsi, quanto le esperienze che si fanno. E assaporare i piatti tipici della nostra cultura, pranzare con nuove persone di qualsiasi età, parlare un’altra lingua conta molto più delle poche ore che questi cittadini americani passeranno sul nostro territorio.

L’iniziativa è partita la scorsa estate: a far da tramite fra il country manager di questo tour operator statunitense e L’Aquila è Stefano Filauro, di Abruzzo Aquilano.

“Abbiamo iniziato a lavorarci a luglio dell’anno scorso: per il primo anno, il tour operator ha pensato di aprire questa linea adriatica dopo aver avuto un buon successo nelle crociere sul Tirreno. Si tratta di leader mondiali per quanto riguarda le navi di piccolo cabotaggio: parliamo di 20, 30 cabine in tutto sulla nave… una sorta di bus in mare con a bordo 50 persone”.

Una delle tappe della crociera è l’Abruzzo: per 11 volte, fino ad ottobre del 2017, attraccheranno a Ortona – alternativa al porto di Pescara, visti i ben noti problemi dello scalo pescarese – e poi, in bus, raggiungeranno L’Aquila.

Prima una visita della città, lungo l’asse centrale, alla scoperta dei nuovi palazzi e dei monumenti ricostruiti: una visita consapevole, indirizzata non ad un mero turismo delle macerie ma alla scoperta di quanto la città cambi in maniera veloce.

 

Poi, a pranzo nelle case di semplici cittadini aquilani: da studenti a famiglie, con una buona conoscenza della lingua inglese, per ospitare per un paio d’ore e un buon piatto di pasta gli ospiti statunitensi.

“Dopo tre sopralluoghi, svolti nei mesi scorsi, abbiamo pensato di provarci, nonostante le tante difficoltà legate alla logistica e agli spostamenti: stavamo ancora ragionando su come organizzare il tutto a L’Aquila quando la country manager ci ha detto che già erano stati prenotati la metà dei posti sulla barca. Sintomo che è un tipo di turismo che attrae molto e a noi interessa che, come turisti, vadano via conoscendo un po’ la città, tornando a casa con la consapevolezza che qui c’è un tesoro da scoprire: la nostra città” aggiunge Filauro.

Le date sono tutte confermate: due, tre tappe al mese, agosto escluso. Gli altri approdi sono Venezia, Pesaro (con la visita nell’entroterra marchigiano), la Puglia, Malta. Ma già si pensa ad un raddoppio per il prossimo anno.  L’obiettivo è quello di tramutare il semplice turismo mordi e fuggi, come quello di crocieristi che stanno in città meno di una giornata, in un turismo più lento, consapevole, che valorizzi realmente il nostro territorio. Una nuova strada da percorrere, all’insegna del turismo esperienziale, alla scoperta dell’autenticità.

Dopo la pubblicazione di questo articolo, sono stati molti gli aquilani che ci hanno chiesto come poter accogliere questi turisti nelle loro case: potete mandare una mail a info@abruzzoaquilano.com e riceverete tutte le informazioni

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