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Avezzano, la città giardino è solo un ricordo

C’era una volta una città che aveva poche cose belle da mostrare. Non perché non fosse bella ma perché un terribile terremoto e due guerre mondiali, avevano pressoché annientato il suo patrimonio storico e architettonico, insomma la sua memoria del passato.

Nonostante ciò, però, gli uomini che rimasero dopo il sisma, e quelli che vennero dopo e resistettero anche alle distruzioni e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, decisero di ridare un volto e un senso a questa città.

Potrebbe non sembrare ma questa, in estrema sintesi, è la storia di Avezzano, una città che come le fenici rinasce due volte dalle sue ceneri e per due volte riesce a risollevarsi e ad ergersi a città capofila della Marsica e fra le più importanti d’Abruzzo.

Quando una città perde, per motivi così terribili, la sua memoria ed il suo patrimonio storico, è condannata, in genere, ad essere ricordata solo per le tragedie e per ciò che fu. Ad Avezzano, invece, si riuscì in una cosa che le fece meritare un posto nelle guide turistiche e nei più moderni motori di ricerca di internet. Non è infatti difficile imbattersi nella dicitura “Avezzano, la città giardino”. Viali alberati, parchi verdi pieni di piante ed alberi maestosi, tre pinete, insomma un patrimonio di verde e di bellezza che poche altre città possono vantare in Italia. E se la giunta del professor Mario Spallone, al fine di migliorare la viabilità, fu costretta a rimuovere gli alberi esistenti e rimpiazzarli con altri, modificando quindi il paesaggio ma lasciando intonso il giardino, la Di PangrazioGiunta, in questi giorni, in una sorta di isterica furia preelettorale, costretta a fare in pochi giorni ciò che non ha fatto in lunghissimi quattro anni e dieci mesi, ha avviato un programma di restyling, come dice qualche consigliere vicino al DiPangrazioSindaco, di alcune strade compresa l’alberatura.

Reazione dei cittadini a parte, infastiditi, irritati e qualche volta divertiti ai limiti dell’ironia su quest’improvviso attivismo dei DiPangrazios, basta leggere i commenti sule pagine Facebook, dobbiamo constatare con tristezza l’abbattimento di decine di piante. Via Napoli è stata completamente “spelacchiata”, molte piante sono state eliminate su Corso della Libertà e altre sono in via di eliminazione nelle due pinete a nord della città. Questo per quanto abbiamo potuto constatare personalmente e per quanto ci è stato riferito. Piante malate? Che stavano rompendo marciapiedi e/o opere di urbanizzazione? Che infastidivano i residenti? Non è dato sapersi. Un ulteriore dato che preoccupa molto è la prassi che avrebbe instaurato questa Amministrazione, ovvero il togliere alberi da una parte per radunarli tutti in un’altra zona. Se poi si pensa che la terza pineta nord di Avezzano, quella nel quartiere che si è formato negli anni vicino all’ospedale, non è mai stata sistemata, il panorama che ci si para davanti agli occhi è quello di una città spaccata in due. Una zona urbana cementificata ed asfaltata totalmente esposta a sole e piogge e una zona a mo’ di foresta amazzonica. Un bell’equilibrio, non c’è che dire. Il secondo passo, dopo la sistemazione della flora sarà forse quello della disposizione della fauna? In tal caso iniziamo col chiedere un habitat adatto per i gufi.

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