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Norcia, la piccola Cannes che non trema fotogallery

di Roberta Galeotti

5000 abitanti, incremento delle presenze turistiche del 30% tra il 2015 e il 2016, due hotel 5 stelle dentro le mura.

«Norcia era un piccolo gioiello», queste parole scendono come lacrime sul viso di Nicola Alemanno, il sindaco di Norcia.

«Sono rimaste circa 2000 persone oggi a Norcia, alcuni nelle 38 casette già consegnate, 400 persone nei 10 moduli collettivi e circa 800 sfollati verso Spoleto. A metà aprile consegneremo ulteriori 63 casette e ne abbiamo ordinate altre 90 per Norcia, 25 per la frazione di Ancarano e 20 per Campi» ha spiegato il sindaco Alemanno intervistato dal Capoluogo.

La via principale del centro storico, Corso Sertorio, che da Porta Romana accompagna il visitatore fino alla Basilica di San Benedetto, è stata piano piano messa in sicurezza e riaperta. Così alcune attività hanno potuto riprendere una parvenza di normalità. Il Corso è un’unica vetrina di salumi e prodotti agroalimentari, bar, hotel e ristoranti, nascosti da puntellamenti e strutture di sostegno..

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La zona rossa è timidamente percorsa da colonne militari, impiegati della protezione civile ed operai.

La statua di San Benedetto campeggia sulla piazza, davanti la Basilica, tra i puntellamenti e la polvere dei falegnami, che stanno modellando il legno per rinforzare le parti della basilica ferita..

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In piazza del teatro un cospicuo numero di macchine intorno all’ora di pranzo, lascia intendere la presenza di un ristorante. La Locanda del Teatro ha riaperto lo scorso 13 febbraio dopo lo sblocco della zona rossa. «Diversi i danni, nella cantina e nel magazzino – ci racconta Moreno Filippi, proprietario -. Ancora non abbiamo ricevuto nessun riconoscimento per i danni da deperimento della merce, né alcun sostegno per i mesi di inattività». Un inghippo burocratico, infatti, non ha dato accesso a Moreno e Francesco Filippi agli indennizzi riconosciuti alle attività inagibili. La loro locanda non ha avuto danni strutturali, ma è stata costretta alla chiusura per quattro mesi, per via della posizione all’interno della zona rossa, che ha costituito una inagibilità indotta dalla zona inaccessibile.

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Francesco e Moreno, sono della frazione di Savelli, hanno iniziato la loro attività nel 1999 quando hanno aperto il primo Brancaleone da Norcia, un negozio di prodotti tipici e di salumeria locale cui hanno fatto seguito un secondo negozio a Norcia ed un terzo ad Assisi. Gli intraprendenti fratelli hanno sviluppato negli anni il business nell’e-commerce ed in breve sono diventati interlocutori di marchi internazionali per i cesti natalizi come Puma, Ferrari, Honda e molti altri. La locanda prima del terremoto aveva 8 dipendenti, due dei quali alla riapertura post sisma non sono rientrati, «hanno paura del terremoto e sono andati sulla costa», ci ha spiegato Moreno. Le abitazioni dei due fratelli sono inagibili e, per il momento, si sono sistemati da amici nei dintorni di Norcia..

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«Norcia era una piccola Cannes per otto mesi l’anno. Un lussuoso centro commerciale a cielo aperto. Un vecchio salotto»

ci racconta Francesco Filippi, vice presidente Federalberghi provinciale. «Il terremoto deve essere trasformato in una opportunità per questa terra. Il divario nella società era molto ampio e questa grande tragedia deve essere interpretata come una spinta allo sviluppo ed alla crescita di chi era rimasto troppo indietro»..

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Anche Adua, la bella barista che abbiamo incontrato nel chiosco di Porta Romana, si è provvisoriamente sistemata in una roulotte fuori le mura di Norcia e tutti i giorni lavora al bar del Chiosco che non ha mai chiuso. Davanti al chiosco un piccolo container ospita il comando dei Carabinieri. Prima del sisma circa 20 carabinieri erano di stanza a Norcia, ora ci sono molti colleghi a supporto che orbitano intorno al piccolo container ed alle due scrivanie. I moduli operativi provvisori sono in arrivo e con essi arriveranno anche gli alloggi per i familiari..

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I container del COC si trovano subito fuori le mura. «Nessun impiegato è arrivato a sostegno dei dipendenti del comune di Norcia – ci ha raccontato il sindaco Alemanno -.

Tanti erano i dipendenti prima del sisma ad occuparsi dell’ordinario, quanti sono ora a dover svolgere tutta una serie infinita di incombenze straordinarie».

Intorno alle mura un’edicola si è ricollocata in una struttura in legno provvisoria. Proprio come è successo a L’Aquila, anche a Norcia sono apparse le prime casette di legno e le prime pubblicità di piccole abitazioni in legno.

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