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Terremoti: E’ la paura che ci fa andare via

di Francesca Marchi – foto Evelina Frisa
Terremoti – IlCapoluogo per l’ottavo anniversario del sisma aquilano – Per non dimenticare

Lo puoi chiamare 6 aprile, 24 agosto, 30 ottobre oppure 18 gennaio. Resta sempre e comunque una porta sbattuta in faccia alla quotidianità.
Il Capoluogo in questo ottavo anniversario del terremoto di L’Aquila apre una finestra per raccontare i Terremoti, vicini e recenti.
Oggi accendiamo l’attenzione sul teramano che, nello scorso gennaio, ha vissuto una doppia emergenza: maltempo e terra che trema senza sosta.
E’ la giornalista Evelina Frisa* a fare il punto sulla situazione in questa intervista.
Vive a Castiglione Messer Raimondo, uno dei cinque comuni del teramano della Valle del Fino, che insieme ad Arsita, Bisenti, Castilenti e Montefino hanno vissuto una emergenza senza eguali.

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“Sono dei comuni territorialmente molto diversi. Quello che ha fatto più scalpore è stato Bisenti per via della strada provinciale che è franata completamente, annientando qualsiasi collegamento. Bisenti non è stata accessibile per molti giorni. La 365 è ancora chiusa. E’ l’unico comune che ha tante attività commerciali che in queste settimane stanno chiudendo. Il Bar Tullio che ha fatto 110 anni di storia con gestioni ininterrotte, sta valutando se abbassare la saracinesca. Accanto al locale c’è una chiesa con il suo campanile segnato dalle scosse. Non ci si può sentire tranquilli”.

E’ in corso una vera e propria “transumanza delle persone”, così definisce il fenomeno Evelina Frisa.

“Non si tratta di edifici inagibili da abbandonare. E’ la paura che blocca la gente insieme all’impossibilità di raggiungere facilmente i centri principali”.

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Non parliamo di giovani solamente. Sono gli anziani che si sono trasferiti nelle abitazioni della costa o a casa di figli e parenti per “non vivere nell’isolamento o nella paura di restare bloccati a casa”.
Il ricordo della grande nevicata di Gennaio che non permetteva di uscire di casa nemmeno durante le scosse è fortissima.
“Gli altri comuni hanno avuto problemi, ma minori.  Castiglione nella frazione San Giorgio è su una collina lontana dal centro storico. Anche qui stessa cosa: provinciale franata e scomparsa. Vale a dire isolamento totale”.
Undici le famiglie rimaste isolate per una decina di giorni. “Mi chiamavano e piangevano. La paura delle scosse e l’impossibilità di uscire di casa li ha fatti prigionieri di un terrore che non si può spiegare”.
L’insicurezza su tutti i fronti. “Proprio a Castiglione due ragazzi sono rimasti intrappolati all’interno di un baraccone per mezzi agricoli. Il peso della neve e le scosse lo hanno buttato a terra. Ore di terrore: l’elisoccorso che non poteva atterrare e i mezzi che su strada non potevano passare. Grazie ai trattori dei vicini i due ragazzi sono salvi”.
Erano i giorni in cui gli occhi dell’Italia e non solo erano puntati sulla tragedia di Rigopiano.
Nell’Hotel di Farindola ha perso la vita Luana Biferi, cameriera che viveva a Bisenti.
“Ma non finisce qui. Bisenti in questi otto anni di terremoto ha pagato il prezzo altissimo di un’altra vita: Serena Scipione morì a L’Aquila la notte del sei aprile”.
Oggi, com’è la situazione? “La viabilità è ancora critica, sono stati fatti interventi di somma urgenza. Ma tutto lascia pensare che la prossima abbondante pioggia potrebbe peggiorare la situazione”.
[*Evelina Frisa: giornalista, collaboratrice del quotidiano Il Centro e Radio Studio 5, ufficio stampa di Legambiente Abruzzo.]

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