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Ricostruzione: a che punto siamo?

Il centro storico dell’Aquila e le frazioni prioritarie ricostruite entro il 2020, l’intero territorio comunale entro il 2022.

Le stime sono degli Uffici Speciali per la Ricostruzione che, a poche ore dall’anniversario del terremoto del 6 aprile 2009, diffondono gli ultimi dati sulla ricostruzione dell’Aquila e del cratere.

Partiamo dalla città capoluogo: la ricostruzione privata, lo sappiamo, è in uno stato estremamente avanzato rispetto a quella pubblica. Le cifre stanziate per l’una e per l’altra danno un quadro della situazione: per la ricostruzione pubblica sono stati finanziati quasi 2 miliardi, liquidati 1 miliardo e 3. Per la ricostruzione privata sono stati richiesti 8,3 miliardi, erogati più della metà (4,9). Restano ancora da erogare 2miliardi e 700 milioni, che andranno per la quasi totalità alla ricostruzione dei centri storici.

Come si sta ricostruendo?

In sicurezza, certamente: ma perlopiù con un adeguamento sismico che si aggira attorno al 70% di media e comunque mai inferiore al 60%. Sono il 15% del totale gli edifici oggetto di demolizione e ricostruzione che hanno avuto un adeguamento sismico al 100%.

ricostruzione fuori cratere

Nel cratere, 53 comuni su 55 hanno un piano di ricostruzione arrivato ad intesa o nulla osta: mancano Cagnano Amiterno e Montorio al Vomano che, però, rientrano nell’ultimo cratere sismico e hanno iter decisamente più delicati.

Ricostruzione privata: sono oltre 7.200 le singole abitazioni tornate agibili ad oggi, verso un numero totale di abitazioni inagibili che si stima oltre le 26.000.

ricostruzione fuori cratere

La fine dei lavori, quindi il rientro alla situazione pre sisma, è molto in là nel tempo: ancora 6-8 anni.

Stanti questi trend, ad oggi si ipotizza come termine per l’istruttoria delle pratiche di tutti i comuni (ammissione a contributo) il 2021-22 con una possibile coda nel biennio successivo, mentre la “fine lavori” ossia la chiusura dei cantieri che si aprono a seguito di tali istruttorie ammesse a contributo potrebbe delinearsi mediamente nel periodo 2023-25, anche se è presumibile che alcuni comuni possano arrivare al traguardo di un consistente ripristino agibilità della propria edilizia privata anche prima.

Per la ricostruzione pubblica, 126,5 Milioni di Euro è l’importo complessivo ad oggi reso disponibile da USRC verso i soggetti attuatori, attraverso le varie Delibera Cipe 135 del 2012, il cui stato di attuazione è – ad oggi – il seguente: n° 28 interventi in programmazione per un importo di 15,8 milioni di euro, n° 39 interventi in progettazione per un importo di 24,7 milioni di euro, n° 40 interventi in fase di affidamento lavori per un importo di 13,4 milioni di euro, n° 53 cantieri in corso per un valore di 23,6 milioni di euro, n° 34 cantieri ultimati per un valore di quasi 8 milioni di euro, più risorse programmate per gli interventi all’interno dei piani di ricostruzione ancora da identificare pari a poco più di 38 milioni di euro.

ricostruzione fuori cratere

L’USRC fa, infine, un’analisi dei punti forti e di quelli meno forti nel lavoro condotto in questi anni, con un riferimento ovviamente alla difficile situazione che si sta vivendo in alcuni uffici per la carenza di personale e per il rallentamento delle pratiche in seguito all’entrata in vigore del codice degli appalti.

Processi di lavoro e rapporti con il Territorio consolidati da 4 anni di lavoro serrato e congiunto, affidabilità guadagnata verso le altre amministrazioni dello Stato, sia locali che centrali, trasparenza e rigore unito al continuo sostegno agli attori del processo di ricostruzione, costituiscono sicuramente punti di forza sperimentati a valle dei quasi 4 anni di attività. Ma altresì si avverte la necessità di lavorare con più efficacia sui processi istruttori in ambito di ricostruzione privata, dove l’organico UTR soffre di un turn over annuale del 30% medio, e dove i carichi di lavoro sono a volte squilibrati tra gli stessi uffici: in tal senso il tavolo di confronto con rappresentanti dei sindaci e con il Governo è costante, alla ricerca di idonei percorsi da intraprendere ai fini della accelerazione necessaria di tali processi. Altresì, le singole amministrazioni vivono un momento di difficoltà soprattutto nella fase di affido delle opere pubbliche finanziate (ivi inclusa l’edilizia scolastica) laddove riforma del codice degli appalti e impossibilità di procedere con singole stazioni appaltanti comunali rende più articolato il processo di attuazione a livello locale.

(e.f.)

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