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6 aprile, Noi non dimentichiamo

Per il quinto anno consecutivo, in occasione dell’anniversario del sisma che nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 ha colpito L’Aquila, si danno appuntamento per l’incontro “Noi non dimentichiamo”, il 5 aprile al Palazzetto dei Nobili, alle ore 17,30, i comitati fondati dai familiari delle vittime di varie tragedie, tutti imputabili a responsabilità umane.

“Un giorno la vita mi ha colpito talmente forte che ho imparato a resistere”.

E’ una frase di Dolores Ibarruri che può appartenere a pieno titolo, oggi, alle donne e agli uomini che hanno scelto di essere resilienti, dando alla sofferenza una valenza civica, tramutando il dolore in impegno a difesa del bene comune. Bene comune sono i ragazzi morti sotto le macerie della Casa dello Studente e nelle abitazioni private a L’Aquila, i bambini di San Giuliano di Puglia, una intera classe, quella del ’96 – una prima – inghiottita dalla polvere di una scuola da poco ristrutturata. Bene comune sono gli operai uccisi dall’amianto: morti dette ipocritamente “bianche”.
In realtà omicidi sul lavoro legalizzati. Bene comune è Mesia, morta a 4 anni nella terra dei fuochi per neuroblastoma surrenale. Lei, e tutta la generazione perduta di bambini divorati dai tumori. E l’acqua e la terra, di cui si fa un uso dissennato e portatore di morte. Per denunciare tutto questo i familiari delle vittime hanno fatto e stanno facendo rete. Per non dimenticare e perché non si dimentichi. Non a caso la loro rete ( che ha visto la luce proprio a L’Aquila, nel 2013, per iniziativa del Comitato familiari vittime Casa dello Studente) si chiama Noi non dimentichiamo. E ogni loro incontro diventa una sorta di Dies irae laico in cui chiedono conto delle mancanze, delle omissioni, delle ingiustizie. Tutti catapultati in una vita che non era la loro, ma a cui sono stati consegnati dai lutti. Alla manifestazione parteciperà una delegazione di Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA VBA) di Matera, la quale, avendo conseguito il parere favorevole dei propri iscritti per l’autorizzazione all’erogazione del contributo di 1.000 euro a favore dei terremotati, consegnerà copia del bonifico all’Associazione “Terre di Amatrice” che si impegna a costruire casette per le persone più deboli.
Ci sarà anche Marzia Cacciopoli, una delle mamme della terra dei fuochi, fascia di territorio a cavallo delle province di Napoli e Caserta, diventata “lo sversatoio illecito di milioni di tonnellate di rifiuti industriali altamente tossici e nocivi per la salute, provenienti in gran parte dal Nord e dal Centro Italia, e anche dall’estero”. Marzia, che ha perso il suo bambino, Antonio, di 8 anni e mezzo, insieme ad altre sei mamme e due papà, gestisce un’associazione – Noi genitori di tutti – che aiuta le famiglie a sopportare la malattia dei propri figli e ad attraversare lo stesso calvario. Presenza ormai fissa è quella di Antonio Morelli, fondatore della Associazione Vittime della Scuola. E’ il papà di Morena, morta nel crollo. Era la mattina del 31 ottobre 2002 e durante il terremoto con epicentro San Giuliano di Puglia, la scuola ‘Francesco Jovine’ crolla, uccidendo 27 bambini e una maestra. con una classe intera, quella del 1996, quella dei piccini di prima elementare spazzata via dal crollo. La polemica investe la scuola, ristrutturata un anno prima.

Si parlerà anche dell’Abruzzo delle discariche. E lo si farà insieme a Gisella Orsi, autrice, insieme a Simona Barba del romanzo: “Veleno nelle Gole”, edito dalla Riccardo Condò di Sulmona. Scrivono le autrici. “Un libro ispirato alle vicende della megadiscarica della Montedison di Bussi sul Tirino in Abruzzo.Attraverso il romanzo abbiamo cercato di ricostruire il perverso meccanismo creatosi tra comunità e Polo industriale che ha permesso che tutto venisse dimenticato e sotterrato per almeno 40 anni…”.”Veleno nelle gole” è anche una sceneggiatura che ha vinto il premio come migliore sceneggiatura per lungometraggio al RIFF- ROME INDIPENDENT FILM FESTIVAL, uno dei più prestigiosi premi d’Europa per il cinema “Indie”. Con Mario Arpaia, tra i fondatori della associazione Memoria Condivisa e Giuseppe Casolare, attore di teatro si parlerà della necessità del ricordo. Tra le ulteriori presenze l’Associazione Vittime Universitarie Sisma 6 aprile 2009 (A.V.U.S. 6 Aprile 2009) costituita dalle famiglie di studenti universitari fuori sede vittime del terremoto dell’Aquila: 55 studenti inghiottivi nel nulla. A parlarne sarà Sergio Bianchi, anima della associazione e papà di Nicola, morto a L’Aquila nel crollo di via G. D’Annunzio, che ha voluto anche l’istituzione di un Premio per la miglior tesi di laurea magistrale nell’ambito di aspetti ingegneristici, sociali ed economici legati alla gestione del rischio sismico e alla resilienza delle popolazioni e dei territori. Ancora studenti strappati al futuro: sono quelli che hanno perso la vita nel crollo della Casa dello Studente, i cui familiari si sono riuniti in Comitato. Un crollo annunciato e responsabilità acclarate. E a ricordarci la strage di Viareggio ci sarà l’Associazione Il mondo che vorrei, con Marco Piacentini, che nella tragica esplosione del 29 giugno 2009 perse i figli Luca e Lorenzo, 4 e 2 anni e la moglie Stefania. Gli resta Leonardo che oggi ha 14 anni. Il sorriso di Filippo è il nome di una nuova associazione che ci porta ad Amatrice e che ha affidato ad alcune borse di studio il ricordo di Filippo Sanna e dei fratelli Anna e Franco Grossi, anch’essi morti nella notte del sisma. Chiudono l’incontro Augusto De Santis, esperto di dissesto idrogeologico e Francesca Aloisio, direttore della sezione regionale di Legambiente, con una panoramica sullo stato degli edifici scolastici nel Paese.

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