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Pizzoli, minacce e botte alla moglie

I Carabinieri della Stazione di Pizzoli, diretti dal Maresciallo Alessandro Silvi, hanno arrestato per violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato C.P. classe 1979.

Ormai da mesi il rapporto con la moglie era andato via via sempre più deteriorandosi, e già in altre occasioni i militari erano dovuti intervenire per riportare la calma tra i due coniugi, all’apice di liti anche cruente.
L’ultima, solo in ordine di tempo, quella avvenuta il 29 marzo, a seguito della quale la donna lamentava di gravi percosse, ingiurie e minacce di morte subite dal marito, che nell’occasione le asportava di forza anche il suo telefono cellulare e danneggiava in preda all’ira parte del mobilio di casa. Il giovane, subito dopo la lite, si allontanava dall’abitazione coniugale, dove vivono anche i loro figli minori, portando con se il telefono della moglie.

All’indomani di questa lite, era lo stesso giovane a chiedere l’intervento dei militari di Pizzoli, nel cui circondario ricade l’abitazione coniugale, affinché lo accompagnassero a casa per recuperare i suoi effetti personali, avendo deciso di andare via definitivamente da quella dimora.

L’uomo però, prima ancora di raggiungere i Carabinieri, incrociava la moglie, che dopo aver subito le ennesime minacce ed ingiurie, riusciva a rifugiarsi presso l’abitazione di parenti e a richiedere da li l’intervento dei Carabinieri.

I militari, una volta giunti in loco, invitavano l’uomo a restituire il telefono alla moglie e a dare corso alle operazioni di prelievo dei suoi effetti personali dall’abitazione coniugale, ma questi, alla presenza degli operanti, dava all’improvviso in escandescenza, distruggendo completamente il telefono della consorte e proferendo al suo riguardo chiare minacce di morte.

Il successivo tentativo di raggiungere fisicamente la consorte veniva subito evitato dai militari, che si frapponevano tra i due, in modo tale che il giovane non potesse in alcun modo raggiungere la consorte.
E’ proprio in tale frangente che l’uomo, innervosito dal non riuscire a raggiungere la compagna, sferrava un pugno al vetro posteriore dell’autovettura di servizio dei militari, mandandolo in frantumi. La violenza del gesto gli causava un trauma alla mano destra con vistoso sanguinamento, tanto che lo stesso, prima di essere arrestato, veniva trasportato presso il Pronto Soccorso di L’Aquila, da dove veniva comunque subito dimesso dopo aver ricevuto le cure del caso.
Con l’udienza di convalida, celebratasi nella mattinata odierna, il giovane veniva sottoposto agli arresti domiciliari presso un domicilio diverso da quello della consorte.

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