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Scoppito, rinviato a giudizio il sindaco Giusti

di Roberta Galeotti

Rinvio a giudizio per il sindaco Pd di Scoppito, Marco Giusti.

Lo scorso 15 febbraio il Gup del Tribunale di L’Aquila ha disposto il rinvio a giudizio per omissioni di atti d’ufficio per il sindaco di Scoppito, a seguito dell’esposto e delle successive indagini della polizia giudiziaria per l’annosa questione della riqualificazione del sito della fornace.
Un progetto di riqualificazione per un Polo Museale e due campi da Rugby.
La storica fornace di Scoppito nata nel 1936, che ha dato lavoro per 35 anni a gran parte della popolazione e che nel 1954, durante gli scavi per il prelievo dell’argilla, ha visto affiorare i resti fossili dell’Elephas Meridionalis, oggi ricomposti nel monumentale scheletro integro, conservato presso il museo del Castello di L’Aquila.
Alla fine degli anni ’70, con l’avvento dei materiali in cemento precompresso, il mercato dei prodotti argillosi si è ridotto drasticamente e il progressivo ridimensionamento della fornace ha portato alla chiusura dell’impianto.
Nel 1983 il PRG approvato conferma i terreni di proprietà dell’ingegner Santarelli come superfici edificabili assoggettati a pianificazioni mai realizzate dal Comune.
I progetti presentati più volte a partire dagli anni ’90 dalla società rimangono senza risposta.
Nel 2007 la società incarica un avvocato per sollecitare l’amministrazione.
Poi il sisma del 2009.
In questi anni il luogo della scoperta dell’Elephas Meridionalis è diventato un’area di interesse per la Sovrintendenza Archeologica e per le Università di Roma e di L’Aquila che hanno riscontrato lì un importante Ponte Romano, il cosiddetto Ponte Nascosto, e anche per la stessa Fornace Santarelli, come sito di archeologia industriale.
Da questi rapporti istituzionali è nato il progetto di riqualificazione sbandierato alla stampa in sede di presentazione, ma che non ha trovato mai un riscontro amministrativo in atti formali da parte dell’amministrazione. Per questo inspiegabile, gravoso silenzio, il sindaco Giusti è stato rinviato a giudizio.

La mancanza di volontà politica ha frenato una possibilità di sviluppo locale ed ha seriamente danneggiato il territorio di Scoppito e l’imprenditore che da anni continua a pagare l’Ici su un’enorme struttura improduttiva per colpa di un’amministrazione latente.

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