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Silveri, L’Aquila vittima della sciatteria politica

di Roberta Galeotti

Pausa Caffè con il candidato sindaco per ‘Riscatto Popolare’, Giancarlo Silveri.

La formazione civica sta dialogando con le forze di centro destra per far convergere le diverse posizioni su un unico candidato sindaco. «Ad oggi aspetti di carattere personale e logiche di partito portano gli interlocutori lontani da una sintesi. Già 10 anni fa e poi 5 anni fa la frattura delle forze di centro destra ha consegnato la città alla sinistra ed al Pd».

Ad oggi i candidati sindaci delle forze di centro destra sono Giancarlo Silveri, per Riscatto Popolare, Guido Liris, per Forza Italia, Pierluigi Biondi, per Fratelli d’Italia, Luigi D’Eramo, per Noi con Salvini.

Continuità o discontinuità con l’amministrazione uscente?

«Se vogliamo che la città agonizzante muoia, dobbiamo portare continuità alle scelte politiche.

La frazioni sono abbandonate e la città agonizzante non ha una vocazione economica. Le aziende aquilane non hanno tratto beneficio dalla ricostruzione. L’Aquila deve uscire dall’isolamento per immaginare un disegno di sviluppo economico da perseguire, congiuntamente con le altre città limitrofe.

Dare sostegno massimo alle piccole e medie imprese che continuano con grande fatica a muovere ricchezza nella città, di cui non si è curato nessuno fino ad ora.

Mettere mano al piano regolatore, significa tener conto di quale economia si voglia scegliere per questo territorio.

Il terremoto ha prodotto una serie di fatti che ci fanno essere ancora in emergenza. Le casette, che vogliono demolire, vanno mantenute perché rappresentano un elemento di sicurezza.

Tutta l’edilizia pubblica ferma al palo e non si capisce perché.

In Asl ho speso 50 milioni di euro rispondendo alle stesse normative che bloccano tutti gli edifici pubblici ancora fermi a in città. Penso a Palazzo Margherita che è fermo da 7 anni, pur essendo stato finanziato il progetto.

Questa è sciatteria.

L’amministrazione uscente si preoccupa solo di immagine e slogan. La gente si è abituata a non farci più caso».

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