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Costretti alle ferie ma uffici erano chiusi per sisma

Costretti ad utilizzare tre giorni di ferie o, in alternativa, a subire il decurtamento dello stipendio delle ore corrispondenti, perché non erano sul posto di lavoro. Peccato che gli uffici del Comune dell’Aquila fossero nei giorni incriminati – dal 18 al 20 gennaio – chiusi per sisma.

La denuncia è di Daniele Ferella, consigliere comunale di Noi con Salvini, che in una nota spiega un paradosso tutto interno al Comune dell’Aquila

“È sempre più palese come i dipendenti del Comune dell’Aquila siano sottoposti a trattamenti che sanno di punizione. Mi riferisco alla decisione della dirigente del personale che, riferendosi ad una nota dell’ARAN, impone ai lavoratori dell’ente locale per i giorni dal 18 al 20 di gennaio l’utilizzo delle ferie o il recupero o il decurtamento dello stipendio per l’assenza dal posto di lavoro. Tutto più che giusto se non fosse che la loro assenza era dovuta alla chiusura degli uffici stessi operata tramite ordinanza prefettizia di tutti gli uffici pubblici a causa del sisma. Ma la cosa più stramba è come da un lato si siano esaltati i dipendenti del COC e gli operai che in quei giorni hanno sostenuto turni massacranti per far fronte alle emergenze (terremoto e neve) e dall’altra non si riconosca loro il trattamento economico per gli orari “d’ufficio”ma solo il trattamento accessorio.
A coronare questa follia il fatto che la dirigente richiami il parere dell’ARAN nel quale vi è scritto a chiare lettere che non sono competenti rispetto a pareri di questo tipo ma l’interlocutore è il Dipartimento della Funzione Pubblica.
Ovviamente in tutto questo l’amministrazione,nella persona del sindaco, immagina di cavarsela con una lettera ai dipendenti in cui comunica che si sta cercando di trovare la soluzione.
L’unica soluzione è ritirare questo provvedimento e riconoscere ai dipendenti quanto loro dovuto dato che non sono stati loro a chiedere di non lavorare ma sono stati obbligati da fattori non dipendenti dalla loro volontà. Concludo ringraziando nuovamente quanti in quei giorni hanno fatto grandissimi sacrifici per l’intera collettività.

 

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