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8 marzo in difesa delle donne

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di Nando Giammarini

Le donne,  fin dai  periodi bui della guerra e dalla Resistenza ad oggi, hanno sempre dimostrato grande coscienza sociale e senso di responsabilità. Malgrado le tante difficoltà imposte dalla crisi economica e legate al duplice ruolo di donne lavoratrici.

Loro sanno bene che i valori di cui sono portatrici rappresentano un patrimonio comune da difendere e perseverare in nome di un costante progresso che le vede, giustamente, avanzare con la società che avanza. Dal nord al sud del Paese l’8 marzo si rincorrono una serie d’incontri, dibattiti, manifestazione volti a mettere in bella evidenza il ruolo delle donne da “ angeli del focolare” nella civiltà contadina, ricordando le famose mondine che si spezzavano la schiena nelle risaie ed hanno fatto la storia dell’universo femminile, fino ai massimi vertici delle Istituzioni.

Bisogna al contempo affrontare il discorso della violenza sulle donne, un fenomeno che mostra tutta la sua recrudescenza con 120 casi di femminicidio nel 2016. Un vero e proprio bollettino di guerra di cui ci si deve occupare tutto  l’anno, rimuovendo quelli che sono i motivi scatenanti di tanta, cieca abbietta e assurda violenza, e non solo l’8 marzo. Morti che pesano come un macigno nella coscienza umana e civile del paese e spesso sono solo l’ingiusta conclusione di una vita dilaniata da anni di maltrattamenti e violenze.

Dentro e fuori le mura domestiche. Le statistiche ci forniscono dati raccapriccianti con donne uccise dal convivente nel 12% dei casi, dal marito nel 48%, dall’ex nel 23%, secondo dati riportati dall’associazione delle volontarie. Storie diverse, stesso, tragico epilogo. Quest’anno, al di fuori di una consuetudine che dura ormai da troppo tempo, l’8 marzo non sarà una ricorrenza esclusivamente celebrativa ma l’occasione di una nuova iniziativa denominata “ sciopero delle donne” consistente in una giornata di vero impegno per la loro dignità   che significa innanzitutto lavoro, parità salariale, lotta al sessismo e alla violenza. In pratica uno sciopero globale in cui ogni donna singolarmente ed ogni categoria professionale deciderà autonomamente in quale modo aderire: chi lo sciopero lo farà nel modo classico, cioè astenendosi dal lavoro chi farà assemblee nei propri luoghi di lavoro, chi terrà conferenze e letture in piazza, chi parteciperà a cortei, flash mob, , ognuna a suo modo, in mille modi diversi.

A tale, particolare, iniziativa hanno aderito 40 Paesi al mondo. Codesta forma di lotta fu lanciata alcuni anni fa  dalle donne di Rosario in Argentina; essa sarà un modo concreto e simbolico al contempo   per dimostrare che se   si fermano, si ferma anche il mondo. Nel nostro Paese l’indicazione data dal sindacato è quella di organizzare assemblee in tutti i luoghi di lavoro, e ove sia possibile anche lo sciopero, per riportare  essenzialmente con forza il tema del lavoro, del contrasto alla violenza maschile sulle donne e per restituire significato all’8 marzo mettendo al centro l’universo femminile. Esso deve riportare alla mente il sacrificio di quelle lavoratrici che, nel lontano 1908 a New York, persero la vita nella loro fabbrica per rivendicare condizioni di lavoro più giuste. Intanto, per la prima volta nel corso della storia, la Corte Europea dei diritti umani di Straburgo ha condannato l’Italia al pagamento di 30mila euro ad una donna di Remanzacco in provincia di Udine per non averla protetta da una violenza domestica perperata dal marito per lungo tempo con drammatico epilogo consistente nell’uccisione del figlio intervenuto a difendere la madre a sua volta ferita dalla bestiale furia  omicida del coniuge.

Lo scorso 2 marzo un altro caso di femminicidio   Nel nostro Abruzzo gli assessori donna  al  Comune dell’Aquila parteciperanno allo sciopero globale ed ad altre iniziative in città quali:  l’assemblea cittadina organizzata dalla CGIL che si terrà all’Auditorium dalle ore 12.00 alle 14.00, il sit-in alla rotatoria dello Stadio delle ore 16 e il corteo che partirà dalla Fontana Luminosa alle 17,30 organizzati da “Fuori Genere”.    In occasione dell’8 marzo è mio  desidero rivolgere    un pensiero commosso e riverente alla memoria di tutte le donne perite nel terremoto di Amatrice ed a quelle che vivono la difficile situazione di terremotate; a tutte le vittime della violenza femminicida, a tutte coloro che lottano quotidianamente contro qualsiasi ingiustizia e varie forme di povertà.  Una società civile degna di essere definita tale   deve assolutamente impedire, con tutti i mezzi legali  a propria disposizione, sul nascere qualsiasi situazione di violenza e sopraffazione.

 

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