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Campotosto, i danni dell’acqua bassa

Dopo il catastrofistico report della Commissione Grandi Rischi il livello dell’acqua nel lago di Campotosto è stato abbassato del 40%, per far fronte al panico diffusosi a seguito delle infondate affermazioni che paventavano un rischio Vajont per la diga di Campotosto. Ma una volta ottenute le rassicurazioni dall’Enel sulla tenuta della diga, anche in caso di scossa del 7° grado Richter, i problemi restano.

A un mese e mezzo dall’abbassamento della quota del lago, infatti, le conseguenze iniziano a farsi sentire e vanno a ricadere sull’ambiente e sulle attività produttive già pesantemente provate dal terremoto del 18 gennaio.

Ad elencarle è l’Ascam, Associazione Allevatori Commercianti, Produttori e Artigiani e Piccole Imprese del Comune di Campotosto, che in una nota sottolinea i problemi che questa decisione sta causando.

“Attualmente il livello è sceso a tal punto che la parte di lago sottostante Campotosto è completamente asciutta, andando a pregiudicare l’habitat di zona umida che rendeva quell’ambiente unico e irripetibile.
L’acqua bassa pregiudica non solo le caratteristiche del territorio, ma anche tutta l’economia locale: in particolare, la pesca professionale e sportiva, il filone fotografico, gli sport acquatici, il turismo itinerante.”

“A queste” dicono dall’associazione

“si aggiungono conseguenze rilevanti su fauna e flora locale: il clima cambia, si rischia la scomparsa di uccelli migratori e del coregone, eccellenza locale che in un piccolo specchio d’acqua avrebbe più difficoltà a riprodursi, diventando facile cibo per i predatori. Anche la tifa, specie caratteristica della flora acquatica, è a rischio”

“Tutto questo” prosegue la nota “senza considerare che l’Enel è l’industria più grande presente sul territorio, intorno alla quale ruota una quota dell’economia locale”.

A questo punto, i commercianti e imprenditori auspicano un ritorno alla normalità, con il ripristino della quota del lago e delle condizioni del lago, in generale, al livello pre sisma perché una volta danneggiato il territorio, i danni saranno ingenti e irreversibili.

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