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La montagna non uccide, l’Abruzzo non uccide

La montagna non uccide e l’Appennino abruzzese merita di essere vissuto e visitato senza paura.

Erano oltre 100 le persone che ieri hanno partecipato alla ciaspolata partita da Campotosto ad un mese esatto dalle scosse e dalla tragedia di Rigopiano. Eventi che hanno decisamente creato un panico eccessivo e ingiustificato attorno alla montagna abruzzese e alle aree interne, con danni notevoli di immagine e legati al turismo.

L’iniziativa è stata creata dalle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE dell’Abruzzo.

“La Missione delle guide ambientali escursionistiche è quella di rilanciare il comparto del turismo naturalistico e non solo, in tutte le zone dell’Italia Centrale, valorizzare le tradizioni la memoria storica di questi territori che sono rimasti così integri grazie ai popoli che li hanno vissuti e che vogliono continuare a viverlo. Per continuare a viverlo però necessita che le istituzioni a partire dalla Regione, allo Stato e alla Comunità Europea, si adoperino per fare una ricostruzione con tecniche antisismiche senza stravolgere però l’architettura tradizionale che caratterizza gran parte delle aree interne dell’Abruzzo.
I popoli dell’Abruzzo che sono rimasti coinvolti in questa enorme sciagura amano la loro terra e vogliono continuare a viverci. E continuare a viverci vuol dire conservare la memoria, la cultura e le tradizioni, che altrimenti andrebbero perdute”.

Ha dichiarato Salvatore Costantini, Consigliere Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche e Coordinatore delle Guide AIGAE dell’Abruzzo , partecipando alla ciaspolata gratuita a Campotosto in Abruzzo .

Le Guide Ambientali Escursionistiche organizzatrici dell’evento sono state Tiziana Di Donato e Alessandro Di Francesco.

“Il compito delle Guide Escursionistiche è quello di divulgare non solo la natura, ma anche quello di divulgare le tradizioni e la cultura dei popoli abruzzesi in modo tale da attrarre in questo territorio, turisti che non vivranno una vacanza sterile e priva di emozioni, ma oltre a godere delle bellezze naturalistiche, avranno anche l’opportunità di assaggiare le specialità gastronomiche, partecipare ad eventi culturali e tornare a casa con un ricordo bellissimo di questa terra. Questo oggi è già possibile soprattutto in quelle zone non colpite dall’emergenza”.

Tra arenaria, marne, argilla . L’appello chiaro delle Guide.

“I Monti della Laga sono un patrimonio enorme per il nostro territorio, abbiamo tutti il dovere di tutelarlo perché si conservi integro per le prossime generazioni e soprattutto abbiamo il dovere di non abbandonarlo. Oggi – hanno dichiarato le Guide AIGAE organizzatrici , Alessandro Di Francesco e Tiziana Di Donato – tutti insieme abbiamo percorso l’unica strada aperta che dal paese di Campotosto dirige verso il monte Cardito. Siamo passati tra le transenne che delimitano e circoscrivono la Zona Rossa, tra macerie ed abitazioni ormai pericolanti tra i resti di quello che era un antico ed operoso borgo posto a 1400 m slm alle pendici dei Monti della Laga ma il versante che si è presentato dinanzi ai nostri occhi è stato un continuo alternarsi di arenaria, marne ed argilla. Questi monti sono conosciuti grazie allo spettacolo meraviglioso che l’acqua di fusione regala in primavera: tra scivoli ripidissimi e cascate generate dall’incessante scorrere del prezioso liquido sull’impermeabile arenaria, si crea un’atmosfera incantata fuori dal tempo. In inverno si trasformano in altissime cascate di ghiaccio, paradiso di tutti gli estimatori del genere. Ancora una volta ricordiamo che la montagna non uccide, l’Abruzzo non uccide . Abbiamo tante qualità e siamo in un territorio bello e generoso”.

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