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Accoglienza migranti, la proposta del Pd

Una proposta per governare il sistema di accoglienza dei migranti è stata presentata dal Partito Democratico dell’Aquila in una conferenza stampa in cui sono intervenuti il segretario comunale Stefano Albano, l’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista, il capogruppo Stefano Palumbo e il coordinatore dei sindaci del cratere e sindaco di Barisciano Francesco Di Paolo.

Si tratta di mettere in moto un processo di cui sarà capofila il Comune dell’Aquila che attraverso il coordinamento della Regione darà la possibilità e l’incentivazione ai Comuni  per attivare centri di accoglienza aderenti alle rete SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

“Sono centri attivati e costituiti in base a bandi a cui rispondono i Comuni. – spiega l’assessore Di Giovambattista.  “Rispetto ai centri di accoglienza straordinari, dove attualmente è ospitata gran parte della popolazione dei richiedenti asilo,  il controllo dell’ente è maggiore. Si possono attuare una rendicontazione finanziaria più stringente, attivare percorsi di integrazione e dare possibilità di occupazione alla popolazione locale”.

In Abruzzo sono solo 5 i progetti SPRAR, quelli di LAquila, Roseto, Pescara, Fossacesia e Teramo. Sono molte di più invece le situazioni di centri di accoglienza straordinari.

Lo dicono i dati  : A ottobre 2015 sono 98.632 i migranti arrivati in Italia. Di questi solo il 20% è stato collocato attraverso progetti SPRAR, il restante 80% è nei centri di accoglienza straordinaria. L’Abruzzo ne ha accolti il 2%, sono 1900.

“Dove non esiste un progetto interviene direttamente la Prefettura attraverso un bando per cooperativa –aggiunge Albano. “I Comuni quindi restano fuori da questo sistema e passa in secondo piano la qualità della vita sia di chi arriva, ma anche di chi ospita. L’accoglienza deve avvenire anche in base alle potenzialità dei paesi. I sindaci devono essere protagonisti”.

 “Se snoccioliamo i dati – interviene Palumbo –   5500 sono gli stranieri già presenti nel comune dell’Aquila, tra comunitari ed extracomunitari. Ma questo è un fenomeno così complesso che si affronta solo quando la mediaticità dell’evento ce lo impone”.

E’ proprio così: nell’aquilano l’attenzione è tornata sul tema migranti con la notizia del loro arrivo nel comune di Fossa.

Non limitarsi a ragionare in base a posizioni ideologiche, ma entrare nel merito e mettere in campo delle politiche concrete, sarebbe il primo passo da fare. I processi dell’accoglienza e dell’integrazione diventano vincenti se tutta la comunità partecipa”.

Si eviterebbero paradossi come quello evidenziato da Di Paolo: in un Comune di 500 abitanti come Fossa vengono accolti 50 migranti, mentre in altri si registra un rapporto ben inferiore. Le prefetture assegnano i migranti in base alle disponibilità “casuale” dei centri di accoglienza straordinari senza che l’ente locale abbia la possibilità di interloquire e contribuire: l’obiettivo è sostituire progressivamente i centri straordinari con gli SPRAR.

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