L’Aquila, ricostruzione: i piccoli subappaltatori rischiano il crac

Le imprese artigiane del territorio aquilano specializzate in opere di impiantistica e finitura che, ad oggi, operano in regime di subappalto, rischiano di sparire da quella che si potrebbe chiamare “geografia della riedificazione”, causando così la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Causa scatenante di questa imponente emorragia occupazionale sarebbe il Decreto Enti Locali che, fortemente sostenuto dalla Senatrice Dem Stefania Pezzipane, è diventato esecutivo a metà dello scorso mese di giugno.
Il testo, infatti, all’articolo 11 (che tratta di misure per la trasparenza e legalità connesse con la ricostruzione) disciplina l’ambito della contrattualistica tra privati e, nel comma 6, si focalizza proprio sui subappalti, delineando la fattispecie per cui “le ditte affidatarie possono ricorrere al subappalto per le lavorazioni della categoria prevalente nei limiti della quota parte del trenta per cento dei lavori. Sono nulle tutte le clausole che dispongono il subappalto dei lavori in misura superiore o ulteriori subappalti”.
Da giugno 2015 a gennaio 2016: l’11 del mese, infatti, il Dipartimento Ricostruzione del Comune di L’Aquila, nella persona del Direttore Vittorio Fabrizi, ha emanato una Circolare (la numero 1491) nell’ambito della quale dava, tra le altre cose, un’interpretazione stringente del passaggio normativo sopra citato.
Interpretazione secondo la quale il subappalto sarebbe possibile solo sulle opere murarie (la “categoria prevalente” per intendersi) escludendo, invece, pena la nullità del contratto, tutte le lavorazioni di tipo specialistico.
Una vera e propria condanna a morte per il microcosmo fatto di tutti quegli elettricisti, termoidraulici, parquettisti, tinteggiatori, piastrellisti aquilani ed attivi nel territorio del Capoluogo d’Abruzzo e che, come rilevato da Carlo Saggese della Fenailp provinciale: “Dall’11 gennaio scorso hanno visto sospendersi la firma di contratti di subappalto per opere specialistiche che già erano stati stipulati“.
Ma la normativa su tipo e percentuale dei subappalti non è l’unica spada di Damocle che pende sulla loro testa.
Nel Decreto Enti Locali trasformato in Legge, infatti, c’è anche l’obbligo della Certificazione SOA per accedere a gare di appalto per lavori con importo a base d’asta superiore a 150mila euro.