L’Aquila, caro mensa l’assessora si attacca al Tar

L'ANGOLO DELL'IRONIA

Sul caro mensa l’assessore Emanuela Di Giovambattista non ‘digerisce’ il ‘piatto’ che gli ha rifilato Liris, giovane ram-pollo, che cerca (si fa per dire) di ‘cucinarla’ allo spiedo. A Emanuela, che riconosce il diritto allo studio ma non alla critica, Quintino (Liris) sta proprio sullo stomaco e succede che, tra un (buono) pasto e l’altro (saltando i rim-pasti), Lei non riesca proprio a mandarlo giù.

Normale visto che, tra l’assessora social (alle politiche) e il ram-pollo Liris (a cui qualcuno rimprovera, ma solo simpaticamente, di fare un po’ il galletto) sul caro cibo è in corso uno scontro ‘intestino’. A volte dai tratti (intestinali) più crassi, a volte più tenui ma comunque tali da rendere entrambi un po’ (ma non troppo) ‘acidi’.

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Intanto, dopo aver appena ingerito l’amaro boccone dell’aumento i genitori, in Comune, fanno file interminabili come all’Expo di Milano (un’Aquila da bere..) per ritirare i buoni pasto.

Per i genitori, che devono pensare ai propri bambini, il disservizio creato dal Comune è infantile, anzi roba dell’asilo. Ai genitori, che cercavano di parlare col sindaco per avere spiegazioni, è stato detto che possono farlo tramite face book. [i]“Non è il Massimo”[/i], hanno risposto, delusi, in molti. Alla fine, tutti sono andati via digiuni di chiarimenti. (a.s.)

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