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L’Aquila Calcio, la soddisfazione di Chiodi e Di Nicola

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di Claudia Giannone

Il primo dell’ambiente aquilano a dire la sua sull’incontro disputato e vinto oggi contro il Santarcangelo è il presidente rossoblù Corrado Chiodi, che insieme alla compagine sta ritrovando la serenità che era mancata per un lungo periodo. «Oggi abbiamo fatto un ottimo primo tempo: piano piano stiamo risalendo e siamo soddisfatti. I ragazzi sorridevano nello spogliatoi, erano tutti gioiosi: questo significa che l’intenzione è buona e anche i giocatori vogliono ritornare ad essere quelli che sono stati, anche se la stanchezza si comincia a far sentire».

Analizzata, successivamente, la questione societaria: con quello che dovrebbe essere il nuovo ingresso e delle prospettive migliori per il nuovo anno, con le fideiussioni che potrebbero dimezzarsi e scendere da 600 a 300 mila euro, il futuro potrebbe apparire più roseo agli occhi della città. «Domani ci sarà un incontro con Vecchio: si tratterà per l’entrata in società. Gizzi ha dichiarato, purtroppo, di voler uscire e qualcosa cambierà per i soci minori. Potrebbero cambiare anche le nostre quote maggiori, ma dipenderà dagli accordi. In questo pediodo abbiamo fatto grossi sacrifici, soprattutto adesso che siamo rientrati di 600 mila euro. Siamo molto soddisfatti, perché portarci dietro un peso così era deleterio anche per chi voleva avvicinarsi a noi».

Si aggiunge Ercole Di Nicola, che non ha mai perso la speranza per il lavoro svolto e per la stagione in corso. Qualche parola spesa anche sul suo futuro e sul possibile seguito con la società del capoluogo. «Nella prima mezz’ora abbiamo fatto molto bene, poi abbiamo sofferto e anche tanto. Ma un mese fa avremmo perso questo tipo di partita. La squadra forte si fa vedere anche quando soffre, prendiamoci quello che di buono è stato fatto. I rimpianti sono tanti e saranno tanti fino alla fine».

La fortuna torna, quindi, a girare sul fronte aquilano, ma il direttore tecnico la vede diversamente: la fortuna, per lui, sorride agli audaci. «Questi sono i flussi positivi di cui ho parlato: se la fortuna non ci ha accompagnato in questo periodo, significa che non stavamo facendo cosa dovevamo fare. Per quanto riguarda il futuro – ha poi spiegato – in questa città penso di aver lasciato un pezzo di cuore: se ci saranno le condizioni per poter fare le cose come si deve, non volterò le spalle a una città e a una tifoseria che mi ha dato così tanto in sette anni».

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