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Boom di pancioni ad Avezzano

Trimestre ‘monstre’ per la natalità: nei primi tre mesi dell’anno (gennaio-marzo) il reparto di Ostetricia dell’ospedale di Avezzano ha toccato la quota record di 290 parti. Una ‘culla’ sensazionale, in netta controtendenza a livello regionale e nazionale.

Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno si registrano ben 40 bebé in più. Infatti, nel periodo gennaio-marzo del 2014, i parti furono 250, già allora una cifra di tutto rispetto. L’eventuale tenuta di questo vertiginoso aumento di fertilità a fine 2015 farebbe arrivare l’asticella a un valore vicino ai 1200 parti.

L’exploit delle nascite, nei primi 90 giorni del 2015, ha fatto emergere un aspetto che va al di là della mera statistica della culla: la decisione delle coppie, in molti casi, di mettere alla luce il secondo o terzo figlio. Un’inversione di tendenza, stando all’inconsueto fenomeno al rialzo di vagiti dell’ostetricia di Avezzano, che sembrerebbe autorizzare l’ipotesi di un ritorno di fiducia delle famiglie pur nell’attuale, difficile congiuntura economica.

Il reparto, diretto dal dottor Giuseppe Ruggeri, oltre al proprio ‘naturale’ territorio che è la Marsica, ha conquistato ‘fette’ di utenti in alcune aree della provincia dell’Aquila. Inoltre il ‘marketing’ del reparto, legato al proprio profilo di qualità, ha fatto recentemente proseliti anche in regioni limitrofe, come il Lazio, segnatamente Sora e dintorni.

Il primo trimestre-boom dell’anno in corso si accompagna, peraltro, a un effetto direttamente legato alla estrema prolificità di ostetricia: l’ulteriore riduzione dei parti cesarei. Da gennaio a oggi, infatti, il reparto ha abbassato ancora il numero dei parti chirurgici, ‘tagliandolo’ di 3 punti in percentuale: dal 33% del 2014 al 30% di quello dei primi mesi del 2015. Per il Ministero della Salute, infatti, se un reparto tiene su valori bassi i parti cesarei guadagna in efficienza e affidabilità. Un dato che segna un altro punto a favore dell’unità operativa se si pensa che la media nazionale è del 37%.

Tra le ragioni della crescente fiducia nel reparto, anche da donne di altri territori, c’è sicuramente il nuovo servizio detto ‘gravidanza a termine’ che, attivato ai primi di febbraio, è ormai entrato a pieno regime. Il servizio ambulatoriale consente di monitorare, a intervalli ravvicinati di 2 giorni, le donne che alla 40esima settimana non hanno ancora partorito. «Un servizio – dichiara Ruggeri – che ha riscosso un grande consenso perché le donne oltre la 40esima settimana, bisognose di particolare attenzione, si sentono molto protette e seguite passo dopo passo. Sono il 35% le utenti che, superata questa soglia di gestazione, si affidano a questo nostro servizio».

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