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«Basta Adriatico cloaca bombardata dal ferro»

Tratteggiare quale deve essere la nuova stagione della Dorsale Adriatica. La prima risposta è arrivata da Ivan Jakovcic, relatore al Parlamento europeo della Macroregione Adriatico-Jonica che questa sera, a Pescara, ha dichiarato che inserirà nel suo piano d’Azione l’allungamento del tracciato ferroviario da Ancora fino a Bari, assicurando l’alta velocità per le regioni fino ad ora escluse, tra cui l’Abruzzo.

Durante i lavori del convegno, che ha chiuso la due giorni dedicata alla conferenza sulla Macroregione, il presidente D’Alfonso ha accolto con favore la garanzia dell’eurodeputato Jakovic, “corteggiato” con l’obiettivo di recuperare la posizione minoritaria dell’Abruzzo e delle regioni Adriatiche.

D’Alfonso ha rilanciato con forza la necessità che «le istituzioni offrano convenienze». «Se c’è crisi nell’Ue – è stato il suo ragionamento – è perché non si danno risposte ai cittadini».

Per il presidente, «le carenze infrastrutturali, ovvero tracciati che dovrebbero essere più lunghi degli Stati ed invece sono spezzettati, discontinui, sono una ragione di rottura di fiducia tra le Istituzioni e le popolazioni». «Stasera sull’alta velocità abbiano ottenuto la declaratoria – ha detto il Presidente – ma la Macroregione dovrà occuparsi anche di tutela dell’Adriatico, una cloaca bombardata dal ferro».

D’Alfonso ha chiesto che sulle piattaforme petrolifere «si spenda una parola chiara e rigorosa: non è possibile che in Italia ci sia il rigore e in Croazia si rilascino 29 autorizzazioni. Ragionerò con la Croazia per un allineamento e di cosa deve essere il mare blu».

In quest’ottica D’Alfonso guarda anche all’Adriatico come ad un unico sistema portuale. «A giugno – ha concluso il Presidente – si approva il documento, a maggio e giugno sono programmate le visiste delle commisarie europee Corina Cretu e Violeta Bulc. La Macroregione è la frontiera sulla quale produrremo utilità, dobbiamo andare oltre i bastioni dell’800».

Il primo ministro Albanese, Edi Rama, ha invocato «più Europa perché il nostro continente si confronta con l’ombra del suo passato». Per questo secondo Rama tutti devono fare uno sforzo di sintesi e «percorrere strade che consentano di coniugare una progettazione integrale, avendo una forte visione del nostro spazio e rendendo i cittadini protagonisti».

Il Premier albanese, intervenendo al convegno che chiude oggi la due giorni dedicata alla conferenza sulla Macroregione Adriatico-Ionica, organizzata dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, si è detto soddisfatto, perché «l’Abruzzo rappresenta un importante punto di riferimento, partner sicuro nel percorso dell’integrazione nell’Unione europea». Un percorso, ha aggiunto Rama, che tanti albanesi, 13 mila in Abruzzo, il 18 per cento degli stranieri nella nostra regione, hanno già avviato spontaneamente. Rama ha citato D’Annunzio e Marciano, ma soprattutto ha evidenziato la necessità di raccogliere la sfida del coordinamento tra le otto regioni transfrontaliere e sviluppare accanto alla pace, la ricchezza, i mercati, la tutela ambientale, le infrastrutture.

La Macroregione Adriatico-Ionica, che raccoglie 70 milioni di cittadini, coinvolge otto paesi, quattro membri e quattro non aderenti, e si fonda su quattro pilastri, quello delle infrastrutture e dei trasporti è sotto il coordinamento dell’Italia.

In questi giorni come, ha spiegato il croato, Ivan Jakovcic, il Piano d’azione è in fase esecutiva, gli organismi stanno cominciando a lavorare. Jakovcic relatore della Macroregione al Parlamento europeo ha dichiarato che «finalmente abbiamo una strategia per i nostri paesi e per il nostro mare e che tale volontà è arrivata nel momento giusto». «Questa generazione – ha detto l’Eurodeputato – deve portare non solo la pace, ma lo sviluppo e la ricchezza. La Macroregione è uno dei meccanismi che porterà una cultura e una politica diversa di quella che abbiamo avuto». Jakovcic ha assicurato che inserirà nel Piano d’Azione il Corridoio Adriatico Ionico da Trieste fino a Tirana e l’Alta velocità ferroviaria che oggi si ferma ad Ancona.

Al convegno hanno partecipato anche il presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e la delegazione dei parlamentari albanesi.

LE PROTESTE

DIPENDENTI CIAPI MANIFESTANO – Manifestazione di protesta dei dipendenti del Ciapi, senza stipendio da due anni, nel pomeriggio, davanti all’Aurum di Pescara, mentre era in corso il convegno “[i]Macroregione Adriatico-Ionica: le priorità dell’agenda Abruzzo[/i]”. A supportare i lavoratori, che hanno manifestato pacificamente con striscioni e cartelloni, c’erano alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui il consigliere regionale Domenico Pettinari che di recente ha presentato un’interpellanza sulla vicenda. «Siamo da due anni senza stipendio e da un anno senza neanche cassa integrazione in deroga – dice Gianni Placido della rsu Cgil – Con l’evento di oggi ci dicono che le priorità sono altre, ma per noi la priorità è il lavoro. La soluzione proposta da D’Alfonso, cioè la trasformazione del nostro ente in una società in house della Regione, per noi va benissimo, ma bisogna accelerare, perché qui ci sono 35 famiglie che non ce la fanno più».

PROTESTA CASAPOUND – Contestazione di Casapound durante i lavori del convegno ‘Macroregione Adriatico-Ionica – Le priorità dell’agenda Abruzzò all’Aurum di Pescara. Una dozzina di militanti sono entrati in sala mentre erano in corso gli interventi dei relatori e hanno esposto uno striscione con scritto “[i]D’Alfonso come Renzi: le vostre priorità non sono quelle del popolo[/i]”. «Davvero le priorità sono queste? – si chiedono i manifestanti di Casapound – L’Abruzzo cade a pezzi per il dissesto idrogeologico e c’è una disoccupazione spaventosa. Viviamo in uno stato allo sfascio completo e loro pensano alla macroregione». I militanti sono rimasti in sala per pochi minuti, prima di lasciare l’Aurum.

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