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Omicidio stradale, Panepucci: «Ancora in piazza per emendamenti»

di Francesca Marchi

“Chiunque ponendosi alla guida di un autoveicolo o di un motoveicolo o di altro mezzo meccanico in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope cagiona per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da 8 a 12 anni”. È quanto prevede il testo unificato che introduce il reato di omicidio stradale presentato martedì in commissione Giustizia a Palazzo Madama.

{{*ExtraImg_237633_ArtImgRight_300x300_}}«Dopo dieci anni dall’assassinio di mio figlio, comincio a sentire la vicinanza dello Stato, quello stesso Stato che per troppo tempo ha dimenticato i familiari delle vittime della strada e il loro infinito dolore», afferma a [i]IlCapoluogo.it[/i] Erina Panepucci, vice presidente dell’Avisl. Per lei, come per gli altri familiari delle vittime della strada, si tratta solo di «una parziale approvazione delle richieste».

E’ stato fissato per martedì 21 aprile alle 18 il termine per presentare gli emendamenti al testo unificato. «Entro quella data – anticipa Panepucci – faremo altre manifestazioni per chiedere che vengano introdotti altri emendamenti».

{{*ExtraImg_237634_ArtImgRight_300x398_}}A partire dall’introduzione della distrazione consapevole e della negligenza consapevole – l’esempio principale è l’utilizzo irresponsabile dei cellulari, tablet e smartphone alla guida – a seguire l’introduzione dell’ergastolo della patente per i casi più gravi, considerare il minimo della pena di 8 anni anche per l’alta velocità e la distrazione consapevole e intendere per alta velocità una velocità superiore del 50% rispetto alla velocità consentita.

«Ci sono ancora troppi morti sulle strade e quasi tutti sono causati da pirati della strada, da persone sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcool, oppure da chi guida senza limiti. Il tempo dell’impunità per chi provoca la morte sulle strade deve finire. Chi si mette alla guida deve essere consapevole che il proprio comportamento può rappresentare un pericolo per sé e per gli altri. Dobbiamo partire dalla responsabilità, sostenere strumenti normativi adeguati e rafforzare controlli e sanzioni».

{{*ExtraImg_237635_ArtImgRight_300x225_}}Intanto ieri sera è arrivata ala telefonata da parte del vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini. «Dopo anni di silenzio e indifferenza – continua la Panepucci – per la prima volta sento la vicinanza da parte delle istituzioni. Un grande ringraziamento va anche alla senatrice Stefania Pezzopane, che è stata firmataria della legge e da sempre ci sostiene a all’onorevole Antonio Guidi, presente alla manifestazione e a tanti altri eventi».

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