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La web serie di Vasto che cambierà l’Abruzzo

di Gioia Chiostri

Vorremmo proporvi un esperimento. Un articolo inusuale, da toccare con mano prima di incrociare penne e pensieri per tracciare il destino di una notizia che farà parlare di sé a lungo e volentieri. Pensate alla morte di voi stessi. Anzi: pensate alla morte della vita presente di voi stessi; chiudete gli occhi, chiudete l’olfatto, il tatto e il gusto. Barrate il cervello e segregate il cuore. Dimentichi di tutto, una sola fiammella, vigile, ingombrerà il silenzio acustico attorno a voi. Quella di ricominciare tutto da capo. Di nascere di nuovo e di subire di nuovo un battesimo di fuoco da parte della vita. In breve? Immaginate di avere una seconda possibilità. Come la spendereste? Nella città di Vasto, ciò è accaduto grazie alla miccia inesplosa (per ora) della regia. Un grammo di irrealtà resta sempre sul fondo della tazza del caffè dei grandi pittori del reale.

{{*ExtraImg_237653_ArtImgCenter_500x332_}}Alessandro Sisti e Pierluigi Patella, giovani registi entrambi vastesi, hanno trasposto questo esperimento in senso cinematografico, ideando la prima webserie abruzzese con cast abruzzese, location abruzzese e senso d’appartenenza abruzzese. Patrocinata dal comune di Vasto, pensata e desiderata da almeno due anni dai due artisti per caso ma d’ingegno, il prodotto ha appena incominciato ad essere tessuto a dovere. I due hanno, di fatti, iniziato a girare la serie e, nell’estate del 2015, il pacco ‘bomba’ sarà bello che spedito nella vasta rete immaginifica degli internauti. «La trama di ‘Sendai the Series’, questo il titolo della webserie, – spiegano i due a IlCapoluogo.it – ha qualcosa di apocalittico e di misterioso al contempo. La serie è divisa in due parti: adesso stiamo girando, a Vasto, la prima trance, mentre, nell’autunno del 2015, gireremo la seconda parte». La loro magia per il web, intitolata come la nota città giapponese ‘patria degli alberi’, appare influenzata da una guerra civile scoppiata proprio in Giappone. «La trama è attraversata da molte lame narranti. Vederla crescere e prendere forma, per noi che siamo partiti due anni fa con un piccolo blog, rappresenta un grande traguardo: avere così tanto in poco tempo è stato uno shock positivissimo per la Moustache Production, la nostra etichetta artistica».

{{*ExtraImg_237656_ArtImgCenter_500x281_}}I tre aggettivi che descrivono la nuova frontiera della vita specchiata in uno schermo sono: «originale, perché ciò che accadrà nel finale sarà un qualcosa che non è stato mai trattato nelle fiction italiane fino ad ora prodotte (il classico colpo di scena che di classico, però, ha ben poco Ndr.); giovanile, perché rispecchiante fino all’osso la realtà giovane di oggi, anche nel linguaggio, molto attinente alla strada; e, infine, sicuramente abruzzese, vista la preponderanza di ‘materiale’ regionale», aggiungono i due. Protagonisti di ‘Sendai’ tre ragazzi, sconosciuti fra loro e conducenti ognuno una propria esistenza ben precisa. Ad un certo punto, i tre vanno incontro a morte certa. Perdono la vita in circostanze diverse l’uno dall’altro e in posti dislocati della stessa città. La serie, quindi, incomincia con la dura legge della morte. Scopo: il ridare (o ridonare, cinematograficamente parlando) una nuova chance a tre vite spezzate. «Il loro è un ipotetico secondo inizio. Il nocciolo della serie è: capire chi ha dato loro una seconda chance e, soprattutto, afferrare il come sfruttarla al meglio». Aiutanti, insidie, detective, ostacoli e colpi di scena: ingredienti nel DNA di una serie che si dimostra essere già ‘acchiappasogni’.

{{*ExtraImg_237987_ArtImgLeft_300x198_}}Il cast è tutto made in Abruzzo, a partire dai due registi per finire ad una delle guest star del progetto web, ossia l’attore Corrado Oddi, che vestirà i panni di un puntiglioso detective assetato di verità, «il quale darà sicuramente una nota di spessore al racconto filmico. La serie è ambientata a Vasto – dicono – ma nella finzione filmica, la location rappresenta una qualsiasi città medio-grande italiana. La scelta è ricaduta sulla città vastese e per amore ‘materno’ e perché, la cittadina abruzzese, possiede degli scorci fenomenali da riprendere dal vivo». Un cast eccellentissimo che prevede la partecipazione anche di Francesco Thiery, provenente dal mondo TV e di Francesco Di Bucchianico, voce ufficiale di Radio Delta 1.

{{*ExtraImg_237652_ArtImgCenter_500x375_}}[i]Webseries[/i], al pari di Gomorra, risultano essere cibo cinematografico adatto ai i gusti di un pubblico 2.0. Veloci, intense e a portata di click. I due registi, fratelli per arte e per senso d’humour, sono stati ‘contaminati’ dal ‘video-virus’ già in età scolare. «Io – aggiunge Pierluigi – da due anni a questa parte ho aperto anche un canale su Youtube nel quale carico video da me prodotti. Alessandro, si può ben dire, che sia la mia amatissima nemesi», scherza. Quest’ultimo, invece, proviene dal Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo): «La televisione e il cinema hanno rappresentato le mie due favole della buonanotte quotidiane. La nostra prima esperienza come attivisti del settore è avvenuta in una TV locale in cui parlavano in maniera estrosa di cinema nell’appuntamento settimanale ‘7 giorni su(l) Set’». Un mese dopo, per i due, è arrivata la prima esperienza in radio grazie a ‘Delta1 Breakfast’, condotto da Annamaria Orfeo. «Proprio allora nacque la nostra etichetta ‘Moustache Production’».

{{*ExtraImg_237673_ArtImgCenter_500x333_}}Il nome, irriverente, ha due origini diametralmente opposte alle spalle. «L’estate scorsa – raccontano i due – frequentavamo spesse volte una gelateria della zona, dov’era presente una fanciulla munita di due magnifici baffi; da qui l’ispirazione. Ma è anche vero che la Moustache Production è nata anche grazie ad un’altra passione che abbiamo in comune: quella per il fumettistico Dylan Dog; siamo fan, infatti, del personaggio di Groucho, ispirato al comico statunitense Groucho Marx». Chi trascina chi? «Ci sono dei momenti – spiegano – in cui uno ‘muore’ e l’altro lo risolleva e viceversa. La demoralizzazione è un mostro che va scacciato a quattro mani». C’è molto talento in Abruzzo? «Ovvio che sì! – rispondono all’unisono i due – Quando abbiamo realizzato, lo scorso anno, il cortometraggio ‘Novantagradi’, uscito nell’ottobre del 2014 molto apprezzato nel panorama di genere, affrontante la spinosa tematica dell’alcolismo, abbiamo assegnato la parte principale ad un ragazzo inesperto. Ha fatto il protagonista non avendo mai calcato le scarpe dell’attore: questo per dire che il talento cresce spontaneo e rigoglioso nella nostra Regione». Ciò che, invece, penalizzerebbe l’Abruzzo, in senso artistico, a detta dei due, è la forte impronta dialettale che va a marcare film e controfilm. «Siamo stati ripresi spesso e volentieri; difficile estirpare il nostro dialetto, ma perché non potrebbe diventare, al contrario, un punto di forza? Potrebbe avere una vita longeva tanto quanto quella della cadenza romanesca».

{{*ExtraImg_237657_ArtImgCenter_500x333_}}«Per quel che concerne la nostra serie, esiste – sottolineano i due realizzatori – anche un messaggio sotteso a tutte le traversie che i tre ragazzi dovranno combattere e controbattere: in primis. la voglia di rivoluzione che esplode nelle tempie della generazione odierna e, in secundis, le loro storie di vita, scorci di esistenze reali, fatte di problemi e grattacapi straordinariamente normali. Ad esempio, uno dei ragazzi è malato di tumore. La prima scena della webserie, infatti, incornicia proprio la sua fine: appare il medico che gli annuncia il suo morbo e i pochi giorni che gli restano da vivere; la causa della sua morte è riconducibile al non sopravvivere al pensiero di non poter sopravvivere». {{*ExtraImg_237986_ArtImgCenter_473x315_}}

C’è, al di sotto del gomitolo di Arianna 2.0, una sorta di fuoco sacro della vita. Nella serie – una fiction per vari dispositivi multimediali – ci si muove dal basso verso l’alto. Si ascende perché si è toccato anticipatamente il fondo.

{{*ExtraImg_237662_ArtImgCenter_500x333_}}«Per ora abbiamo fatto solamente tre giorni di riprese, ma già sentiamo la fatica della responsabilità assunta. Abbiamo previsto almeno due mesi interi di lavoro». Un progetto su vasta scala è come un figlio immaginario da cullare ogn’ora. Non è facile attuarlo nella baraonda burocratica di adesso: «a livello istituzionale, – dicono – non possiamo lamentarci: il Comune di Vasto, infatti, appezza la nostra voglia di portare alla luce delle tematiche molto delicate, tutte verosimili; ci ha permesso di addentrarci in alcune location sottoposte altrimenti a vincoli ferrei. Speriamo che anche la Regione si muova il prima possibile in direzione dei giovani artisti; dovrebbe nascere, a breve, l’Abruzzo Film Commission, ossia sarebbe un sogno che diventa realtà. Attive in Sardegna, Puglia, Sicilia e tutto il Nord Italia aiutano a fra sbocciare talenti inespressi regionali. La serie, non appena verrà ultimata, potrà essere visionata su tutti i social e sul canale Youtube. Puntiamo anche a farla girare per le varie manifestazioni che riguarderanno il suo settore, come il Roma Web Fest».

{{*ExtraImg_237671_ArtImgCenter_500x333_}}Cosa significa fare cinema in Abruzzo? «La nostra stella cometa è la riqualificazione del territorio, la quale non è né parola vuota né parola tantomeno politicizzata. Cinematograficamente discorrendo, siamo assai fortunati dal punto di vista della location e dal punto di vista umano: tanta accoglienza e tanti luoghi magnifici, fanno dell’Abruzzo un possibile regno dell’arte. L’atto del girare altrove ci ha solleticato non poco la gola, lo ammettiamo, ma, guardandoci bene dentro, ci siamo detti: dobbiamo lavorare in Abruzzo e per l’Abruzzo. La voglia di far conoscere la nostra Regione e la città di Vasto, bellissima venere marina, alla fine ha prevalso». Regia è barcollare fra immaginario e vissuto, fra oggi e domani, fra presto e tardi.

{{*ExtraImg_237988_ArtImgLeft_300x169_}}Il mondo abruzzese, per questi due giovani artisti, ha funto da intermediario cinematografico. Raccontare visivamente rassomiglia all’atto del battezzare all’infinito il soggetto che si racconta. Ogni storia che merita di essere narrata incomincia dal cipiglio capovolto di uno sguardo nuovo.

{{*ExtraImg_237672_ArtImgCenter_500x333_}}Per saperne di più: [url”Sendaitheseries “]http://www.moustacheproduction.net/#!sendai/c15ij[/url]

CAST ARTISTICO

DAVIDE: Carmelo Schiavone

MATTIA: Giuseppe Lafratta

RICCARDO: Lorenzo Forgione

CLAUDIA: Silvia Nanni

ANDREA: Giovanni Atturio

LORENZO: Mario Altieri

FILIPPO: Andrea Di Giambattista

POLIZIOTTO: Massimo Ricciuti

LAURA: Maria Antonietta Labrozzi

GIUSEPPE: Vincenzo La Verghetta

SARA: Grazia Schiavone

SPECIAL GUEST STARS

INVESTIGATORE: Corrado Oddi

LUCA: Francesco Thiery

SPEAKER: Francesco Di Bucchianico

CAST TECNICO

Regia: Pierluigi Patella & Alessandro Sisti

Soggetto: Pierluigi Patella, Alessandro Sisti

Sceneggiatura: Andrea Cinalli, Pierluigi Patella & Alessandro Sisti

Ricerca Materiale Scientifico: Annamaria G. Ottaviano

Direttore della Fotografia Giacinto Sirbo

Operatore riprese aeree: Anselmo Di Rito

Presa diretta: Lauro Rossi, Alessandro Parente

Musiche: Fabrizio Ranucci

Additional Soundtracks: Slo-D / My Mistakes

Aiuto Regia: Luigi De Rosa, Antonio Lalli

Assistente alla regia: Michael Fragasso

Organizzatrice di produzione: Stefania Dell’Oso

Make-up Artist: Sara Brevetti, Ludovica Meo, Alice Quartarone

Costume Designer: Federica Iuso

Hair Stylist: Francesca Natale

Backstage: Dina Suriani, Ludovica Meo

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