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Expo, ecco come sarà il padiglione della Santa Sede

di Matteo Rigamonti, da Formiche.net

È un padiglione missionario quello con cui la Chiesa cattolica sarà presente all’Expo 2015. Non soltanto perché ricorderà a ciascuno degli oltre 20 milioni di visitatori attesi che “non di solo pane vive l’uomo”. Ma anche perché, grazie alla presenza della Caritas internazionale, contribuirà a raccontare le storie e le esperienze di migliaia e migliaia di famiglie e realtà caritatevoli ogni giorno alle prese con la crisi e il compito di “spezzare il pane”, ovvero di condividerlo per moltiplicarlo.

NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO – La Santa Sede sarà ufficialmente presente in Expo come Paese espositore con un proprio padiglione. Lo scopo di questa presenza, come dimostra la scelta del tema “non di solo pane”, è quello di ricordare a tutti che non esiste soltanto l’aspetto materiale del cibo e che non si può pensare esclusivamente a nutrire se stessi. Quando si mangia, infatti, si sta insieme in famiglia, ci si educa a condividere il cibo anche con chi non ne ha e ciò contribuisce a diffondere i valori della solidarietà e del rispetto. Tanto del cibo, quanto dell’ambiente, che è un altro tema che sarà trattato dalla Santa Sede all’Expo e di cui la Chiesa è autorevole riferimento da tempi non sospetti.

CI SARANNO RUBENS E IL TINTORETTO – Il padiglione della Santa Sede, inoltre, porterà a Milano due importanti opere artistiche. Come l’arazzo raffigurante l’Istituzione dell’Eucaristia, di Pietre Paul Rubens, che ritrae Gesù nel momento in cui istituisce questo sacramento. E l’Ultima cena, del Tintoretto, che raffigura, invece, il momento dell’annuncio del tradimento di Giuda. “Un tema affrontato con accenti molto umani, alquanto diversi dalla sacralità a cui ci ha abituati Leonardo”, ha spiegato monsignor Gianfranco Ravasi.

Mentre la Caritas Internazionale sarà presente in Expo con un’edicola, al centro della quale ci sarà un’opera d’arte contemporanea. Il tema scelto dalla Caritas è “Dividere per moltiplicare. Spezzare il pane”, che declina la campagna mondiale lanciata contro il dramma della fame; tema, peraltro, assai caro a Papa Francesco.

PAROLA D’ORDINE: “RACCONTARE” – Ma la presenza della Chiesa cattolica in Expo è destinata ad eccedere i confini di Rho e della provincia di Milano. Notevole, infatti, sarà lo sforzo comunicativo che, come un’onda d’urto, si propagherà dal padiglione della Santa Sede, realizzato e gestito dal Pontificio Consiglio della Cultura in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e la Diocesi di Milano. Sono previsti, infatti, specifici canali di comunicazione, come il sito internet expoholysee.org, dove sarà possibile consultare il calendario degli eventi, e il profilo twitter @expoholysee. A coordinare l’attività sarà don Davide Milani, responsabile della comunicazione della Diocesi meneghina, coadiuvato dal giornalista e social media editor del Sole 24 Ore Daniele Bellasio, insieme a una vera e propria redazione.

I GAMBERETTI DELL’ULTIMA CENA – Anche la Caritas, oltre al sito istituzionale, ha attivato un blog dedicato all’evento, per raccontare storie e dialogare con i navigatori del web, aggiornando in tempo reale le attività svolte. Storie, per esempio, come quelle del gruppo di acquisto delle famiglie di Novate e delle famiglie di Mezzago, che “condividono tutto nella vecchia Canonica”; oppure curiosità come quella dei gamberetti presenti nel menù dell’Ultima cena. Insomma, ce ne sarà per tutti i gusti.

ALL’INSEGNA DELLA SOBRIETÀ – Quanto costerà tutto ciò? È un padiglione “all’insegna della sobrietà”, ha precisato Ravasi, “parola chiave legata al tema dell’Expo oltre che al pontificato di Papa Francesco”. Lo confermano, del resto, le dimensioni del padiglione: 900 metri quadrati, contro gli 8 mila, per esempio, della Germania. Non è, dunque, tempo soltanto di una Chiesa “in uscita”, come piace a Francesco, ma anche di un padiglione “in uscita” per Expo. Ancora meglio se low cost.

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