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Chiusura uffici postali, il sindaco di Oricola non ci sta

di Lucia Ottavi

Il sindaco di Oricola, Antonio Paraninfi, interviene sul piano di riorganizzazione di poste italiane che prevedrebbe la soppressione di alcuni uffici postali e la riduzione dei giorni di apertura di altri.

«Il Comune di Oricola – afferma il primo cittadino – già nel dicembre 2012 ha subito la chiusura di uno dei due presidi postali allora presenti sul territorio (precisamente, l’ufficio postale di Oricola capoluogo, con mantenimento dell’ufficio di Civita di Oricola), con grave disagio per l’amministrazione comunale e la popolazione residente nel territorio, stante la distanza di oltre 6 km dell’ufficio rimanente. Con il Piano di riorganizzazione da ultimo approvato, Poste Italiane ha accolto la richiesta dell’amministrazione di riaprire l’ufficio di Oricola capoluogo, ma ha al contempo deciso di chiudere l’ufficio di Civita. La presenza di un solo ufficio postale su tutto il territorio comunale crea alla popolazione, specie a quella più debole (anziani e disabili), inevitabili difficoltà e disagi, stante anche l’assenza di un servizio di trasporto pubblico adeguato».

{{*ExtraImg_237276_ArtImgRight_300x372_}}«Chiediamo a Poste Italiane – conclude Antonio Paraninfi – non solo la riapertura dell’ufficio postale di Oricola capoluogo, ma anche di mantenere in funzione entrambi gli uffici postali, con apertura alternata tra gli stessi nei tre giorni settimanali attualmente previsti, così da garantire la fruizione del servizio postale in maniera adeguata a tutti i concittadini. Pur riconoscendo la disponibilità del direttore di Poste Italiane, filiale dell’Aquila, a sopperire alle esigenze del territorio, mediante l’implementazione del sistema “postino telematico” (che dovrebbe consentire ai portalettere di fornire diversi servizi a domicilio), ribadiamo che la soluzione ottimale e più ragionevole, per garantire la fruizione del servizio postale secondo i parametri di universalità e accessibilità prescritti dal contratto di servizio sottoscritto da Poste Italiane con il Ministero per lo Sviluppo Economico, sarebbe quella di mantenere entrambi gli uffici postali con apertura alternata fra gli stessi».

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