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Angelosante coordinatore di Noi con Salvini Abruzzo

Simone Angelosante, ex sindaco di Ovindoli, salviniano della prima ora, inizia il cammino alla guida di “[i]Noi con Salvini Abruzzo[/i]” con un obiettivo ambiziosissimo: diventare la prima forza politica del centro destra in Abruzzo e “scalzare” D’Alfonso.

«Oggi inizieremo questa esperienza in Abruzzo», ha affermato Angelosante nel debutto da coordinatore, «dove con il presidente d’Alfonso sta accadendo ciò che è successo in Italia con Renzi. D’Alfonso è bravissimo a usare frasi fatte ma i concetti sono pochi. Una Regione ferma, schiava delle indicazioni di Roma che, a sua volta, è schiava della banca Europea e di coloro che vogliono fare gli interessi del capitale e non del lavoro, seguendo gli ordini impartiti dai potentati europei. Marine le Pen in Francia, Tsipras in Grecia stanno facendo capire che qualcosa sta cambiando, i popoli europei sapranno ribellarsi da questa dittatura. Noi oggi, qui in Abruzzo, presentiamo questo Comitato organizzativo, gettiamo le radici in ogni singolo comune e provincia d’Abruzzo. Noi siamo intenzionati a vincere, a partecipare per vincere. Salvini è un leader che si sta guadagnando una posizione con la sua forza e seguendolo noi vogliamo diventare il primo partito del centro-destra in Abruzzo».

Con Salvini, quindi, ma in piena autonomia: «il movimento – puntualizza Angelosante – pur condividendo lo stesso leader, Matteo Salvini, non è la Lega Nord, ma vuole essere di abruzzesi per gli abruzzesi. Non sarà un partito di plastica», ha sottolineato Angelosante, che sarà affiancato da Alfredo Castiglione, già vice presidente della Regione, Giuseppe Bellachioma (Imprenditore), Paolo Pelini e Davide Traini (studenti universitari), «né tantomeno virtuale ma vorrà essere presente in ogni comune del nostro Abruzzo». Insomma, il movimento punta a diventare l’alternativa all’attuale «sistema attraverso la partecipazione, la discussione democratica e l’organizzazione territoriale capillare per permettere a chiunque di impegnarsi fattivamente nella politica per il bene comune».

Ecco i cinque punti fondanti del movimento, con in cima la fine della moneta unica dell’Unione Europea.

Politiche economiche

Per riportare speranza e lavoro in Italia, Noi con Salvini guarda con trepidazione alla fine dell’euro, moneta che ha indotto un disastro economico in Italia e distrutto 50 anni di conquiste economiche e sociali. L’altra faccia della medaglia, che fa da contraltare all’abolizione dell’euro, è la difesa del Made in Italy, dalla concorrenza sleale imposta dalla globalizzazione, la tutela dell’agricoltura e della pesca italiana, l’azzeramento di tutti i trattati europei e la cancellazione delle sanzioni contro la Russia.

Politica Interna e Società

L’immigrazione incontrollata con vitto e l’alloggio gratuito agli immigrati ha ridotto la sicurezza e aumentato il degrado delle città italiane. Si tratta di luoghi in cui, secondo Noi con Salvini, va ripristinata la legalità e vanno create delle corsie preferenziali, soprattutto fiscali, per gli italiani: dai contributi per le famiglie meno abbienti, ai bonus per l’infanzia, dall’assegnazione delle case popolari ai servizi sociali e ai fondi per la disabilità.

Riforma Fiscale

Noi con Salvini ambisce ad attuare una vera e propria rivoluzione fiscale incentrata sulla flat tax: una tassa unica per qualsiasi tipo di reddito e un’aliquota fissa del 15% che consentirebbe di dare ossigeno all’economia italiana, come già è avvenuto, almeno secondo la Lega Nord, in molti altri paesi che hanno adottato questo regime fiscale. A ciò si aggiungono l’eliminazione degli studi di settore, l’abolizione della legge Fornero sulle pensioni, l’abolizione del Canone Rai, lo stop dei versamenti dei contributi INPS, l’eliminazione del limite di 1000 euro per gli acquisti in contanti, la rateizzazione dei debiti con il fisco per i contribuenti che non riescono a pagare e l’esenzione completa dalle tasse per le aree colpite da disastri e calamità naturali.

Riforma della Giustizia e Ordine Pubblico

Ripristino della legalità attraverso la reintroduzione del reato di immigrazione clandestina, il blocco di qualsiasi iniziativa di amnistia e indulto, la regolarizzazione e la diminuzione del flussi di immigrazione anche in relazione al terrorismo di matrice islamica, la chiusura dei campi Rom e lo sgombero di tutte le abitazioni occupate abusivamente. A ciò si aggiunge l’innalzamento delle pene e la reintroduzione dei reati lievi insieme alla possibilità di far scontare una pena nel paese di provenienza agli stranieri.

Federalismo, politiche del lavoro, del territorio e della famiglia

Autonomia intesa come federalismo e autodeterminazione dei popoli; rivalutazione delle tradizioni nazionali e ritorno a una società fondata sul lavoro, sull’identità e sulla salvaguardia del territorio, contro lo sfruttamento e l’approccio consumistico messo in campo da multinazionali, grande finanza e poteri internazionali. La famiglia, ovviamente solo quella composta da un uomo e da una donna, diviene il centro di questo ritorno alla tradizione e per questo deve essere favorita e avvantaggiata con politiche specifiche quali gli aiuti economici concreti a sostegno dell’infanzia e della natalità, gli asili nido pubblici e i servizi di babysitting gratuiti fino ai tre anni, gli aiuti economici a favore di genitori separati con figli a carico, e la semplificazione dell’iter per le adozioni.

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