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Sanità privata, il Governo impugna la legge regionale

E’ stata impugnata dal Governo la Legge Regionale 8 gennaio 2015, n. 1 (Proroga termini ed altre disposizioni urgenti), nella seduta del Consiglio dei Ministri del 12/3/2015.

«All’articolo 8 del testo citato viene prorogato il termine al 31/12/2015 per l’accreditamento definitivo delle strutture pubbliche e private che erogano prestazioni socio – sanitarie a seguito di “Progetti obiettivo”, ai sensi dell’articolo 8 ter del D.Lgs. n. 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni» dichiara il Consigliere Regionale del M5S Domenico Pettinari.

«Abbiamo assistito all’ennesima proroga – continua il vice presidente della commissione consiliare Sanità – adottata dal Governo regionale del Presidente Luciano D’Alfonso che in sostanza autorizza, come fatto più volte nel passato dal precedente Governo regionale di centrodestra, le strutture pubbliche e private a continuare ad erogare le prestazioni socio – sanitarie legate a “Progetti obiettivo” in via provvisoria, senza regole certe in tema di qualità, economicità e efficienza a discapito dei cittadini Abruzzesi, beneficiari di tali servizi.

Con gli articoli 34 e 34 bis, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662, il Governo nazionale ha previsto la possibilità per le Regioni, in sede di conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano, di poter vincolare quote del Fondo sanitario nazionale alla realizzazione di specifici obiettivi del Piano sanitario nazionale, con priorità per i progetti sulla tutela della salute materno – infantile, della salute mentale, della salute degli anziani nonché per quelli finalizzati alla prevenzione e in particolare alla prevenzione delle malattie ereditarie, nonché alla realizzazione degli obiettivi definiti dal Patto per la salute purché relativi al miglioramento dell’erogazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Sempre con i predetti articoli, si subordinava, l’erogazione alle Regioni, da parte del Governo nazionale, dei fondi destinati alla realizzazione dei suddetti “Progetti obiettivo”, all’emissione di apposite relazioni illustrative dei risultati raggiunti, in tema di efficienza, qualità ed economicità del servizio.

Relazioni – aggiunge Pettinari – mai regolamentate e deliberate dal Governo regionale di Luciano D’Alfonso, sottoponendo, di fatto, la Regione ad una nuova impugnativa da parte del Governo nazionale, come già accaduto in passato, causa poi risoltasi con la Sentenza della Corte Costituzionale n. 260/2012».

Il Consigliere Regionale Domenico Pettinari chiede al Presidente D’Alfonso e all’Assessore Paolucci, «perché ad oggi, a distanza di quasi un anno dall’insediamento del governo regionale, non sono ancora state emanate dalla Regione quelle regole necessarie per l’accreditamento definitivo delle strutture socio – sanitarie, ai sensi dell’articolo 8 ter del D.Lgs. n. 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni. Regole indispensabili per fornire ai cittadini Abruzzesi un servizio efficiente ed economico, sottoponendo la Regione ad un rischio altissimo, poiché nel caso in cui la stessa dovesse perdere il giudizio, si vedrebbe privata di quelle strutture necessarie a garantire tali servizi, con la conseguenza che i cittadini Abruzzesi saranno costretti, in futuro, a dover rivolgersi a strutture poste fuori regione, con tutti i danni per le casse della sanità Abruzzese, già commissariata.

Forse il Presidente D’Alfonso e l’Assessore Paolucci – conclude Pettinari – non hanno trovato tempo, in questo anno di governo, per regolamentare il servizio sanitario regionale, poiché troppo impegnati a tagliare i servizi per i cittadini Abruzzesi, come i punti nascita. Questa impugnativa è l’ennesima dimostrazione di un Governo regionale inefficiente e privo di programmazione che di fatto ad oggi non ha portato nessun cambiamento in Regione, se non la perdita di servizi per i cittadini Abruzzesi».

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