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Piani Palentini invasi da Eternit e materassi

di Gioia Chiostri

Ore 00 e 30 circa. Una macchina scura percorre la cosiddetta ‘strada dell’amore’. I Piani Palentini, bellissimi e sfuggenti sotto lo sguardo di circospezione lunare, assumono il contorno di un profilo di donna suadente. Tre ragazzi marsicani ne percorrono la strada maestra per raggiungere la frazione di Corcumello, partendo da Avezzano. Decidono di non imbroccare la via classica, ma di svoltare per un sentiero naturalissimo, arcaico e a tratti incontaminato, ma comunque totalmente asfaltato. Lo spettacolo che si trovano dinanzi agli occhi ha dello sdegnoso. Fra buche, dossi, sassi e ‘fratture’ stradali, spuntano loro: indumenti, rifiuti vari, plastica, tubi di metallo, scatoloni e un materasso enorme. Una vera e propria nefandezza.

{{*ExtraImg_236886_ArtImgRight_300x223_}}Il fenomeno è già noto all’amministrazione capistrellana e agli stessi residenti. Da anni, infatti, ci si lamenta della mancanza di cura nei confronti di un luogo così caratteristico, quali i Piani Palentini, che davvero costituisce un orgoglio naturale per la Marsica intera. Tante le segnalazioni, le foto, i reclami, ma quei rifiuti, scomodi e pericolosi, restano sempre là, all’aria aperta. Le foto, scure per l’ora tarda, sono state scattate sul posto. Una visione non proprio celestiale, se si pensa che quei rifiuti indifferenziati e lasciati a marcire fra prato ed asfalto, avranno comunque una conseguenza da non considerare sottogamba a livello salutare. Una fotografia deprimente, che accende di nuovo i fari su ciò che va e ciò che non va in una Marsica brulla ed arcigna.

{{*ExtraImg_236888_ArtImgRight_300x223_}}Un’abitante di Capistrello, mamma di famiglia e assidua ‘osservatrice’ dei Piani Palentini, ha documentato lo scandalo urbano attraverso foto e denunce, svelando, già nel 2012, la presenza di depositi di Eternit. «E’ dal 2012 – racconta a [i]IlCapoluogo.it[/i] – che mando lettere e segnalazioni in merito a questo mostruoso stato di degrado. Ciò che è preoccupante, a mio avviso, al di là dello squallore, è l’assoluta mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale, almeno fino ad oggi. Una prima volta segnalai solo verbalmente ai vigili urbani di Capistrello la presenza di rifiuti di questo genere. Non ottenni nessuna risposta a riguardo. Successivamente, nell’anno 2013, decisi di tornare alla carica e scrissi una lettera, accompagnata da fotografie (le stesse che IlCapoluogo.it vi propone) che ad oggi risulta anche protocollata, al sindaco e al capo degli stessi vigili urbani: un nuovo buco nella’acqua. All’epoca, anzi, ricordo che mi chiamarono dopo una settimana e mi chiesero se avessi visto qualcuno scaricare i rifiuti in quella zona, io risposi di no e ribadii che comunque i rifiuti c’erano ed erano anche ben evidenti. Sta di fatto che quella segnalazione morì nel giro di poco tempo e, per giunta, la roba risulta essere ancora sul posto, del tutto intoccata. I cittadini incivili, a mio avviso, buttano direttamente le buste di plastica con dentro i rifiuti, ma dato che la zona è assiduamente frequentata da cani randagi, i contenitori vengono puntualmente distrutti e i rifiuti ‘seminati’ d’intorno. Io adoro passeggiare per i Piani Palentini: costituiscono davvero una ricchezza naturale, ma mi resta davvero difficile, visto il male odore e gli ostacoli che puntualmente incontro».

{{*ExtraImg_236887_ArtImgRight_300x400_}}I rifiuti, visibili sul margine della strada, a 400 metri circa dalla via principale che collega la frazione di Corcumello al comune di Capistrello, permangono e si sgretolano sotto i colpi degli agenti atmosferici. Nella zona, ci dice la residente, abitano 15 persone, «ma non solo: questo luogo è anche terreno di pascolo per molti animali: anche loro vengono ogni giorno esposti all’aria e all’erba impregnata dai residui dei rifiuti. Ricordo che una volta, passeggiando per i Piani Palentini, mi trovai davanti un divano e due poltrone scaricate all’addiaccio sul ciglio della strada. Si incontrano lavatrici, materassi, WC: prima di allertare il Comune, io comunque chiamai anche la Segen (ditta addetta allo smaltimento dei rifiuti). I rappresentanti della stessa si raccomandarono di non far avvicinare assolutamente nessuno a quei rifiuti tossici, sottolineando però anche il fatto che ‘non toccava a loro occuparsi della questione, ma che fosse una responsabilità del Comune’. A quel punto – spiega la cittadina – decisi di scrivere all’Amministrazione. Arriviamo al mese scorso, precisamente il 6 gennaio del 2015, quando scrissi un post sulla pagina facebook del Comune. Risposta vaga e vuota degli amministratori: ‘provvederemo’».

{{*ExtraImg_236889_ArtImgRight_300x225_}}Un ping pong di accuse e giudizi. «In quel punto, pascolano animali da allevamento, come le pecore. Qui, non si tratta di rifiuti qualsiasi, ma di residui nocivi per la salute, i quali vanno comunque raccolti e smaltiti da una ditta specializzata. La zona, inoltre, è frequentata anche da atleti e ciclisti che, quindi, vengono giornalmente esposti a questo tipo di pericolo».

Le lastre di Eternit, ben visibili in foto, sono abbandonate a sé stesse a alle intemperie. Nella zona dell’abbandono, sita fra Corcumello e Capistrello, v’è un ponticello di ferro posto al di sopra del canale Rafia: proprio in questo punto nodale, i rifiuti sono ben visibili e incontrabili da chiunque.

«Io non so più chi avvertire – lamenta la cittadina – credo che il mio compito si sia concluso nel momento in cui ho segnalato il pericolo ad un’autorità statale. In linea d’aria, da casa mia, saranno all’incirca 200 metri di distanza. Sono preoccupata».

{{*ExtraImg_236890_ArtImgRight_300x225_}}Nella zona sbucano, uno dopo l’altro, mattoni, materassi, materiale edile, canne fumarie. Un cimitero di rifiuti. Il luogo è noto popolarmente come zona ‘I Casali’. «Io – conclude la residente – non dico di provvedere da un giorno all’altro perché mi rendo conto che sia impossibile. Ma vorrei almeno che qualcuno venisse a vedere con i proprio occhi la questione. Recintare magari la zona, coprire i rifiuti. Io non so più che fare e a chi rivolgermi: forse dovrei allertare, a questo punto, la Forestale. Se l’amministrazione non ritiene d’obbligo il togliere i residui dalla zona, che almeno mi garantisse che non vi sia alcun pericolo per la salute mia, dei miei familiari e dei miei vicini di casa».

Dal canto suo, l’Amministrazione di Capistrello, ha recentemente dichiarato a mezzo stampa che tutti i siti inquinati saranno presto ripuliti e messi in sicurezza. E’ partita, di fatti, una proficua collaborazione con la società di smaltimento di rifiuti territoriale, la Segen. Le operazioni di bonifica interesseranno una quantità di Eternit pari a 1800 chili: una delle più grandi opere di bonifica degli ultimi anni. L’incarico, secondo la versione dell’Amministrazione, è stato affidato alla ditta specializzata il giorno 5 marzo scorso. Tutti i rifiuti verranno condotti verso un digestore che provvederà a bonificare l’area.

I Piani Palentini, quindi, torneranno a vedere la luce originaria? Quantomeno torneranno a respirare aria pulita. Il batterio dell’inciviltà cittadina si speri lasci presto queste zone. Intanto, la promessa del soccorso al cittadino (pietra angolare di ogni amministrazione che si rispetti), anche se a distanza di tempo, è stata alla fine mantenuta.

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