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In Abruzzo le donne guadagnano il 25% in meno degli uomini

In Abruzzo lavorano sette uomini su dieci e cinque donne su dieci e queste ultime guadagnano il 25% in meno. Se i dirigenti uomini sono 392, le dirigenti sono 21; tali dati arrivano a 1.291 contro 179 per i quadri. La disoccupazione di lunga durata, per le donne, è al 55,8% (45,4% uomini), contro il 45,7% delle vicine Marche. In aumento le patologie legate alla mancanza di lavoro. Ad illustrare i dati è l’Ugl Abruzzo, nel corso dell’evento conclusivo dell’iniziativa “Abruzzo, Donne e lavoro“, andata avanti per tutto il mese di marzo.

Ai lavori, nella sede pescarese del sindacato, hanno preso parte l’ex segretario generale dell’Ugl Renata Polverini, vicepresidente della commissione Lavoro della Camera e la segretaria dell’Ugl Abruzzo Gianna De Amicis, oltre a rappresentanti locali della sigla.

«In Italia la situazione è difficile, anche perché le donne sono quelle che hanno pagato il prezzo altissimo della crisi e prima degli uomini hanno perso il lavoro – ha sottolineato la Polverini – sono quelle che fanno fatica oggi a rientrare. Il Governo Renzi manca di una figura strategica che è il ministero per le Pari opportunità, unico ministero in grado di interagire con tutti gli altri e portare dalla parte delle donne diritti e tutele. Bisogna fare di più e meglio, c’è il rischio che a pagare il prezzo delle nuove norme introdotte siano le donne».

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