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Case popolari San Gregorio, Marulli: «Fermi al sei aprile»

Il tempo sembra essersi fermato al 6 aprile del 2009 per le case popolari di San Gregorio.

Le abitazioni, di proprietà del Comune dell’Aquila, attendono ancora la partenza dei lavori.

Intanto dopo il terremoto una sessantina di famiglie sono rientrate nelle abitazioni di uno dei tre complessi abitativi classificate A, ma con lavori.
Infatti tutte le abitazioni hanno ancora vistose crepe e spaccature sia all’interno che all’esterno. {{*ExtraImg_236882_ArtImgRight_300x400_}}Le abitazioni del lotto più danneggiato, classificato E, ovviamente disabitato, non è neppure stato messo in sicurezza.

“Una situazione – sottolinea Franco Marulli, segretario provinciale di
Assocasa, – che crea problemi anche psicologici. I residenti non hanno certezze per il futuro”.

Questa mattina un nutrito gruppo di residenti si è riunito nel piazzale delle case popolari insieme alla Senatrice del Movimento 5 Stelle Enza Blundo.
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La senatrice è “in attesa di un incontro pubblico con i dirigenti del Comune dell’Aquila e con i residenti. Impossibile non chiedersi come farà il Comune a occuparsi degli alloggi post sisma se c’è questo patrimonio edilizio, molto più contenuto, che attende da ormai sei anni delle risposte”.

Un altro problema è quello degli affitti. La maggior parte delle famiglie si è vista recapitare lettere di morosità per gli affitti arretrati non versati. Con la minaccia di sfratti: “Pagheremo solo quando il Comune, proprietario del plesso, assumerà l’onore dei lavori di messa in sicurezza e ricostruzione delle abitazioni”- spiega Jacqueline Mareira – che con la sua pensione di invalidità non ce la fa a pagare un affitto che per di più è aumentato dopo il terremoto.

Tra l’altro la donna ci spiega che per rientrare nella sua abitazione dopo il sisma ha dovuto sistemare la sua casa da sola chiedendo un prestito di 8 mila euro che le permettesse di fare i lavori più urgenti.

La terza commissione ha fatto visita alle abitazioni circa sei mesi fa. “Ma tutto è al punto di partenza”.

“Anche il plesso classificato E non merita attenzione da parte delle istituzioni. Non è stato messo nemmeno in sicurezza. Rappresenta un evidente pericolo anche per i bambini che a questo punto possono giocare in edifici inagibili”.

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