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Capistrello, amore e degrado urbano

di Gioia Chiostri

Speriamo Ginevra decida di scegliere un metodo quantomeno più convenzionale per replicare alla dichiarazione d’amore del suo misterioso innamorato. Ci troviamo nel Comune marsicano di Capistrello (5.419 abitanti in totale). Le foto a corredo dell’articolo parlano, di fatto, da sole: si può ben comprendere attraverso di esse il totale stato di degrado in cui versa il luogo pubblico adibito all’attesa dei mai puntuali mezzi su rotaie. La stazione ferroviaria del paese, infatti, appare come totalmente immersa in uno smog d’inchiostro: dichiarazioni d’amore, prese di posizione, denunce, sms al gusto di bombolette spray. Un vero e proprio scempio per quanto concerne la normale custodia di un bene pubblico.

{{*ExtraImg_236681_ArtImgRight_300x223_}}Qualsiasi studente o pendolare comune potrebbe, se solo lo volesse, gustarsi fino in fondo, con la ‘profonda’ lettura delle mura della stazione dei treni, interi romanzi ‘criminali’. I viaggiatori, però, sembrano non gradire l’odierno stato delle cose. «La stazione – ci dicono – è stata completamente ripulita e rimessa a nuovo il giorno della riapertura della linea Avezzano-Roccasecca. Poco tempo, perciò, è trascorso dal decoro al degrado. Siamo totalmente basiti, ma ciò che più ci preme sottolineare è che gli autori di queste nefandezze sono per lo più ragazzi giovanissimi». La Stazione ferroviaria, infatti, è stata ‘rimessa in ordine’ in concomitanza con la riapertura della linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca, ossia a ridosso del 16 novembre 2014. Interni ridipinti, ripuliti e risistemati. Questa anonimia di base, forse, avrà fatto gola agli amanti incompresi che rifiutano le classiche lettere d’amore.

{{*ExtraImg_236682_ArtImgRight_300x223_}}L’assessore all’Ambiente, al turismo e all’agricoltura capistrellano, a fronte di ciò, non usa filtri o mezzi termini e parla, tout court, di inciviltà. «Un luogo di comune passaggio totalmente abbruttito. Ovviamente, noi dell’Amministrazione attuale siamo iperbolicamente sensibili riguardo questo tipo di fenomeno. Ricordiamo, infatti, di essere stati tra coloro che, più di ogni altra cosa, desideravano strenuamente la riapertura della tratta ferrata e che hanno partecipato ai vari incontri e alle varie manifestazioni monotematiche – afferma a [i]IlCapoluogo.it[/i] l’assessore del Comune di Capistrello, Arnaldo Mariani – Questi incivili, non so in che altro modo definirli, sono probabilmente per lo più ragazzi o ragazzini che decidono, per non so quale motivo, di sporcare dei luoghi pubblici dove le persone solitamente si ritrovano per andare a prendere il treno. Il problema di fondo, a mio avviso, è riconducibile al fatto che, sul territorio esistono stazioni non più presenziate dal personale delle Ferrovie dello Stato. Una volta, infatti, la presenza fissa del ferroviere faceva in modo che il locale fosse più controllato e, di conseguenza, meno inquinato. Anche chi andava ad attendere il treno, poteva farlo, allora, in un luogo molto più adeguato alla normale vivibilità. Noi dell’amministrazione, ad oggi, non sappiamo come poter limitare o arginare questo cogente problema».

{{*ExtraImg_236683_ArtImgRight_300x223_}}L’assessore Mariani, dal canto suo, punta il dito contro l’etichetta della suddetta stazione, ossia quella di: ‘stazione impresenziata’. «Bisognerà riorganizzarsi il prima possibile in modo tale da poter riqualificare anche questo patrimonio immobiliare. L’intenzione è quella di richiedere alle Ferrovie dello Stato, per questo tipo di stazioni, nel quale prototipo rientrano anche quelle di Pescocanale e di Cupone, un riutilizzo per altri scopi, magari una seconda ‘vita’ sociale. Se ci fossero, ad esempio, – continua – dei progetti sociali da realizzare all’interno dei piccoli locali pubblici, con ricadute positive sul territorio, le stazioni diverrebbero posti frequentatissimi e assai vissuti da persone di ogni età. Ne potrebbero beneficiare, quindi, anche coloro che prendono il treno giornalmente». Il punto sotteso a tutto questo è: vivere maggiormente i luoghi adibiti a stazione in modo tale da poter scansare eventuali equivoci. «Se le stazioni fossero vissute di più, gli incivili, come li definisco io, si farebbero vedere di meno».

{{*ExtraImg_236684_ArtImgRight_300x223_}}L’assessore Mariani si è sempre dichiarato essere un sensibile ascoltatore riguardo a tematiche di questo tipo. Numerose le sue battaglie sul piano turistico per portare all’attenzione regionale posti d’incanto come la stessa frazione di Capistrello, Pescocanale, una gemma verde. «Io mi appello a loro, ai ragazzi autori di queste bravate, affinché la smettano di rovinare, imbrattare e rendere inadeguati i luoghi pubblici, i quali possono indifferentemente avere il volto di stazioni ferroviarie o di altri locali di uso comune. Per me, gli autori di questi gesti, a volte, agiscono o per estrema ignoranza o per un puro e becero divertimento».

{{*ExtraImg_236686_ArtImgRight_300x313_}}«Una società – afferma – che smette di scrivere pensieri e riflessioni su carta e che comincia, per ragioni sconosciute, a scriverli su altri supporti, come i muri, è una società perdente. L’odierna Amministrazione ha raccolto nel corso del suo percorso diverse lamentele inerenti questa importante tematica del degrado urbano. Da tempo noi abbiamo sollecitato le ferrovie dello Stato affinché potessero ripristinare e ripulire questi locali per renderli più idonei al pubblico e alla cittadina tutta. Purtroppo, torno a dire, questi ragazzi, probabili autori dell’opera, non sono sensibili al fatto che in questi luoghi vi transitano loro stessi tutti i giorni per prendere il treno; è un dettaglio sociale che esula dalle nostre competenze, purtroppo. L’amministrazione non può far altro che chiedere che la sensibilità delle persone venga fuori. Magari chi vede, ha visto o vedrà azioni obbrobriose del genere si imponga, quantomeno, di riprendere e riportare al controllo sociale il presunto autore. Bisogna, per forza di cose, tornare ad un auto-controllo sociale. Occorre criticare chi sbaglia».

La Stazione, ad oggi, è priva di un servizio di videosorveglianza, il quale, come giustamente sottolinea lo stesso assessore, «risulta essere di competenza di Ferrovie dello Stato. Magari un occhio virtuale posto all’interno della Stazione potrebbe aiutare a tenere a bada questo ‘disperato’ sfogo di creatività. Anche se – conclude – si va a limitare, in parte, la libertà delle persone. D’altro canto, però, acquista sempre di più le sembianze di un compromesso al quale occorre scendere per evitare ulteriori scempi».

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